Referendum 2009
Qualcuno se n’è accorto?
Pubblicità e profilazione su internet
Un tempo una notizia per arrivare da Roma a Milano doveva essere trasportata da persone a cavallo e spesso quando arrivava ormai non aveva più valore, poi sono arrivati i treni, gli aerei, i telefoni… ora c’è internet. Quant’è comodo starsene seduti davanti al monitor e ricevere in tempo reale notizie che arrivano dall’altra parte del mondo? Non fosse per tutte quelle pubblicità…
Già, ma se usufruiamo di un servizio gratuito non possiamo mica lamentarci se c’è qua e là un po’ di pubblicità, no? In fondo quel che non paghiamo di tasca nostra lo paghiamo sorbendoci tutti quei banner e quei pop-up. Che male può fare?
Il problema: la profilazione
Uomo o macchina?
Mentre con Elbot le macchine sono sempre più vicine a superare il test di Turing, io mi vedo in difficoltà nel dimostrare ad un sito di essere umano.
Volendo infatti provare la piattaforma Drupal, mi son trovato a passare sul sito ufficiale (Drupal.org) e mi sono trovato di fronte a questo errore.
Per chi non capisse l’inglese, o per chi non riuscisse a vedere l’immagine, il server sospetta che io sia una macchina e mi chiede di seguire il collegamento per dimostrare di essere umano… solo che poi mi accusa di nuovo di essere una macchina!
Nulla di scandaloso o problematico, mi è bastato passare per un proxy per accedere al sito, ma è un segno di quanto stia diventando difficile distinguere gli umani dalle macchine, sebbene ad oggi basti usare un po’ di buon senso per riuscirci.
Sembra che le macchine stiano imitando sempre meglio le persone e che sempre più le persone stiano avvicinandosi alle macchine. In ogni caso per ora non mi preoccupo (almeno sul versante macchine, per gli umani…), lascio ad altri immaginare scenari catastrofici degni dei peggiori film americani.
Saluti al blog
Siamo alla fine di Aprile, l’anno scolastico volge al termine e chi frequenta l’ambiente sa bene cosa vuol dire: debiti, esami a settembre, bocciature, verifiche, interrogazioni, recuperi… prima si respiravano a pieni polmoni nell’aria, ora l’atmosfera è più densa, si fa via via più pesante e si stenta a trovare qualcuno che respiri ancora.
I nervi sono sempre più scoperti e fra gli studenti si vede bene chi si sente sicuro della promozione, chi teme di non farcela, chi ne è convinto e chi ormai si lascia trasportare come un cadavere trascinato in basso dalla corrente di un fiume, dalla cima del monte fino a disperdersi nel mare.
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Aggiornamento di Wordpress
Ho appena aggiornato il blog alla versione 2.5 di Wordpress. Le operazioni di aggiornamento sono andate tutte bene fin’ora. Nonostante non ci sia voluto molto, creare le copie di backup e inviare i nuovi file al server è stato più lungo di quanto mi aspettassi. Per tanto mi riservo di controllare in futuro se i plugin funzionino o meno. Per ora li lascio disattivati.
Il tema sembra comportarsi bene, ma inizia a starmi stretto. Se troverò del tempo cercherò qualcosa di meglio.
Ovviamente se trovate qualcosa che non va potete segnalarmelo nei commenti.
Buona notte a tutti i lettori. Scusate per il post un po’ così, ma sono quasi le 3 di notte e comincio persino io a risentire del sonno.
Due settimane
Due settimane.
Tanto mi separa dalla morte o dalla resurrezione. Due settimane di oblio con la mia vita nelle tue mani, il mio cuore sospeso fra un battito e l’altro nel tuo petto. A te decidere se riavviarlo o se gettarmelo ai piedi trafitto da un pugnale.
Cercherai la strada giusta, soffrirai e alla fine tornerai da me. Alla fine torni sempre da me. Attenta però: dopo un certo limite le ferite non si rimarginano.
Io sono qui, pronto a darti tutto me stesso. Sempre presente per te, lo sai. Lavoreremo sui problemi e metteremo a posto tutto. Il perchè lo sappiamo, non c’è bisogno che lo dica e comunque non conviene…
-14. le due settimane più lunghe della mia vita hanno inizio e… e forse non dovevo contare il tempo, ma non dirmi che non sapevi che l’avrei fatto.
P.S. Comunque vada grazie di tutto, non ti dimenticherò mai. Sei una persona meravigliosa.
La nostra censura
Con l’avvento delle Olimpiadi si parla tanto di Cina e di libertà. Non voglio parlarne anch’io, ma un pio di domande in proposito ve le faccio.
Fa davvero così schifo la Cina? È davvero così riprovevole stare a guardare mentre là, dall’altra parte del mondo, vengono ignorate e calpestate le libertà fondamentali dell’uomo? Io non lo so, ma non credo, visto che non ci lamentiamo neanche quando le libertà vengono tolte a noi in casa nostra.
Certo, la situazione in Italia non è quella che si trova in Cina: forse noi siamo messi un pochino meglio. Ma questo ci da minor diritto a lamentarci? Dobbiamo aspettare l’irreparabile per dire che forse, forse, qualcosa potrebbe essere andato storto? Io non sono mai stato a Napoli, ma mi rifiuto di pensare che la spazzatura vi si sia accumulata tutta il giorno prima che arrivassero i telegiornali.
Non voglio parlarvi di spazzatura o di telegiornali, i bar sono già stati riempiti abbastanza di parole su entrambi gli argomenti. Oggi sono qui per confessarvi che un po’ mi vergogno. Mi vergogno di aver usufruito per anni di Internet senza sapere che esiste una censura istituita in Italia su di essa. Mi vergogno perchè sapevo che esisteva in paesi lontani, mai visti nè immagnati, e ignoravo che c’è anche qui da noi. Mi vergogno perchè se non fossi capitato per caso su un blog, LastKnight.com, tutt’ora continuerei a non sapere nulla.
La fonte
Di solito le fonti si mettono alla fine. Io ve la cito ora perchè vale davvero la pena andarla a consultare e non vorrei che qualcuno se la perdesse perchè non riesce ad arrivare in fondo. Ciò da cui nasce tutto è il video di una conferenza pubblicato su LastKnight.com. Il titolo è Eludere i conrolli di polizia. Ne consiglio la visione a tutti.
Che male c’è?
La situazione è questa: tuo figlio sta tranquillamente navigando su internet, probabilmente cerca informazioni sull’ultimo pokèmon o su Naruto o su non so cos’altro guardino i bambini oggi. Non si sa come, il pargoletto viene indirizzato nelle sue ricerche su un sito strano, un sito con contenuti che potrebbero turbarlo. Fortuna che lo stato ha bloccato l’accesso a quel sito.
La situazione potrebbe però essere tranquillamente anche questa: un famoso comico, uno che riempie teatri e piazze ovunque vada, respinto dalla televisione, decide di aprire un sito internet. Da quel sito il famoso comico parla di politici e personaggi di rilievo. Fa nomi e cognomi, cita vita e miracoli (morte no: certe persone sembrano essere immortali). Dalla sera alla mattina il sito del famoso comico diventa irraggiungibile.
Capito il problema?
Trovo carino da parte dello stato preoccuparsi del fatto che mio figlio possa essere turbato da certe visioni, ma se può censurare quel che vuole e la lista di quel che non si può vedere rimane segreta non mi fido. Non tanto perchè lo stato è un grande fratello che ci guarda, ci spia e ci controlla, ma perchè lo può diventare. Non voglio cadere nel banale topos del sistema cattivo, tuttavia questa è una scommessa che non mi sento di giocare. Se non voglio che mio figlio veda certe cose mi preoccuperò io di evitare che succeda e spero che se un adulto incappi in certi contenuti abbia il buon gusto di chiudere immediatamente la finestra. Anche se apprezzo la premura, caro stato, devo chiederti un favore: lasciami libero di navigare dove voglio. Io mi devo fidare di te quando eleggo i tuoi, i nostri rappresentanti, per una volta fidati tu di me.
Beata ignoranza
Vi descriverei i difficilissimi metodi di aggiramento della censura tratti dal libro Diventare hacker in 2 minuti, ma non credo di essere abbstanza qualificato per questo. Vi rimando quindi al video. Vi anticipo solo che si parla di proxy e DNS.
La cosa scorcentante è che aggirare i meccanismi di censura è perfettamente legale. Probabilmente chi ha fatto le leggi non conosceva le tecniche che possono aggirarle in pochi minuti. Il 13 Aprile si vota, guardate bene in faccia chi eleggete… se potete.
P.S. i dati citati nella conferenza non li ho verificati personalmente, quindi o vi fidate del relatore o andate a verificare voi stessi. Non fidatevi di me.
E-mail, la sicurezza firmata GNU
E-mail e sicurezza
Spesso pensando ad un’e-mail si ha un’idea di un messaggio privato fra due persone. In effetti l’idea iniziale era quella: io mando un messaggio a te, senza farlo leggere ad altri. Il paragone più usato per spiegare il concetto di e-mail a chi non sa cosa sia è quello di una busta spedita via posta. Tralasciando la proverbiale efficienza delle Poste Italiane, credo che il paragone usato sia fuorviante: una mail è più simile ad una cartolina.
Scrivereste mai un’informazione riservata a qualcuno usando una cartolina? Se avete un minimo di buon senso avete risposto no (non si offenda chi ha detto sì, gli manderò una palla rossa). La ragione è semplice: chiunque si ritrovi in mano la cartolina può leggere ciò che c’è scritto sopra e per arrivare a destinazione qualsiasi missiva passa per molte paia di mani diverse. La stessa cosa vale per le mail: io non ho mai provato, ma intercettarne e leggerne una non è poi così difficile. Come possiamo quindi imbustare la mail in modo che solo il destinatario possa leggerla?
Un’altra cosa che pochi sanno, e che ancor meno tengono presente, è la facilità con cui si può spedire una mail a qualcuno falsificando l’indirizzo del mittente. Come possiamo quindi essere ragionevolmente certi della provenienza di un’e-mail?
La nostra nuova casa
Questo articolo avrei dovuto scriverlo prima, ma per un motivo o per l’altro, ma forse più per il primo, mi ritrovo a scriverlo solo ora. In accordo con il mio Socio ho deciso di spostare L’ennesimo punto di vista su Netsons. Questo principalmente perchè mi permette un maggior controllo sulla piattaforma e una maggiore personalizzazione.
Per ora il tema scelto è Bubbles. Questo tema l’ho scelto io personalmente e non è detto che sia definitivo. Non l’ho adottato perchè integra Adsense (anche perchè non lo uso), bensì perchè tra quelli che ho visto fin’ora è uno dei pochi che sfrutta bene uno schermo a 16:10.
Ora sto dando un’occhiata ai plugin. A questo proposito volevo chiedere un parere a voi lettori. Sto cercando un plugin per le statistiche che abbia preferibilmente:
- numero di visitatori
- numero di nuovi visitatori
- pagine di provenienza
- stringhe cercate sui motori di ricerca
- buone istruzioni per l’installazione
- lingua italiana
La lingua italiana sembra essere la più ostica da trovare, ma non la reputo una caratteristica indispensabile, anche se la gradirei molto.
Ringrazio anticipatamente per eventuali segnalazioni di temi e plugin. Spero che il trasferimento possa spronare gli autori del blog a scrivere articoli sempre più interessanti. Augurando un gran ritorno del Socio vi auguro buona navigazione.
Scusate se ho scritto da cani, è solo un post di servizio.
MUTE: il P2P veramente anonimo
In questo articolo parlo di un programma di condivisione di file e faccio riferimenti alla condivisione di file coperti da copyright. Con ciò non voglio istigare nessuno a commettere azioni simili. Ricordo che le opere la cui condivisione non è permessa dall’autore per legge non si possono condividere. Declino pertanto ogni responsabilità. Vi illustro questo programma solo perchè ritengo interessanti gli sviluppi che potrebbe avere e perchè se voglio condividere delle opere la cui diffusione è lecita, non vedo perchè dovrei render conto di questo al mondo intero. Usate il tutto secondo vostra coscienza.
Introduzione
La condivisione di file tramite reti P2P è al giorno d’oggi una pratica molto diffusa. A volte mi chiedo quanto questo avvenga in modo consapevole da parte degli utenti e soprattutto quanto questi siano consapevoli del fatto che condividere opere coperte da copyright in questo modo è reato. Certo, lo sappiamo tutti: è reato, ci sono delle leggi, c’è anche un’inquietante campagna pubblicitaria in proposito. Lo sappiamo… ma quanti di voi sentono di compiere un reato scaricando una file protetto dai diritti d’autore?
Ci sono stati diversi casi in cui delle persone, gente comune, gente come potrebbe essere il tuo salumiere, come potrebbe essere il tuo vicino di casa, come potresti essere tu, sono stati condannati dalla legge per aver condiviso file illegalmente. L’opinione pubblica non prende mai bene queste notizie, sarà che ci si immedesima un po’ tutti nella povera vittima. Fatto sta che, al posto di agire da deterrente, queste condanne incoraggiano lo sviluppo di tecniche di criptazione, camuffamento e “protezione” sempre più avanzate. In giro per la rete è pieno di liste sicure di server, filtri e pozioni magiche. Tuttavia questi sono il tentativo di rendere anonimo un sistema che non è stato progettato per essere tale e quindi l’efficacia di questi rimedi non è un gran che. Per ottenere risultati veramente apprezzabili bisogna cambiare approccio: è quello che stanno facendo gli sviluppatori di MUTE.

