Il mio Demiurgo
Vi è mai capitato di sentire qualcosa che prende vita dentro di voi? Qualcosa di indefinito, più denso del fumo ma meno reale dell’acqua. Fatto di quella sostanza di cui sono fatte le idee. Vi è mai capitato di sentire che quel qualcosa avesse bisogno di una forma? Di una sua struttura, logica ma non troppo rigida. Un po’ come un fiume ha bisogno del suo letto dentro il quale scorrere per dar vita al mare. Vi è mai capitato, mentre sentivate tutto questo, di prendere una penna e della carta, o di mettere le mani sopra la vostra macchina da scrivere o sopra una tastiera, far scivolare quella materia indefinita attraverso i polpastrelli e plasmare un insieme più o meno ordinato di idee? Fare un po’ come il Demiurgo: tentare di imitare il mondo delle idee. Certo il risultato non sarà mai quello che avevate in mente, ma a volte vien fuori qualcosa di buono.
Beh scrivere è il modo che utilizzo di solito io per imitare le idee, penso che ognuno abbia il proprio: chi dipinge, chi canta, chi suona, chi sviluppa KDE (scusate ma si parla di plasmare, una citazione ci voleva)… si può fare in tanti modi e tanti modi per farlo si troveranno in futuro. Ognuno ha poi i propri riti e le proprie fissazioni, per restare nella scrittura c’è chi non riesce a scrivere di notte perchè “la notte entra in quello che scrivi. Influenza e falsifica l’umore” (cit. carlolucarelli.net) come Lucarelli e chi, come me, preferisce scrivere di notte proprio per lo stesso motivo.
Chiunque abbia studiato un minimo di fisica sa che nulla si crea e nulla si distrugge, al massimo si trasforma. Io fino a trasformare questa… questa cosa… fino a trasformarla da come me la trovo dentro a come la trovo sullo schermo ci arrivo. Tuttavia come mi si formi dentro rimane per me un mistero: credo sia un prodotto naturale della mia persona. J Ax direbbe che mi nasce dentro così com’è, ma da qualcosa dovrà pur avere origine. Inoltre a volte sembra andarsene completamente lasciando la mia mente a secco. Nulla si crea e nulla si distrugge… la fanno facile… (non ho nulla contro i fisici)
Perchè si senta il bisogno di plasmare qualcosa con ciò che ci nasce dentro, o almeno sul perchè io lo sento, mi è più chiaro. Questo è l’unico modo che si ha per comunicarlo ad altri e per chi non riesce a comunicare bene in altri modi può essere importante. Condividere ciò che si sente aiuta a comprendersi, accettarsi e migliorarsi. Se quel che si sente è anche condiviso o apprezzato da altri è un buon affare per l’autostima e ci spinge a fare sempre meglio. Inoltre a volte se non la si usa subito, quella splendida roba informe se ne va e pensare di averla sprecata mette un po’ di tristezza.
Senza contare che è facile dare il prodotto di questa materia a degli sconosciuti, ma è più ostico condividerla con qualcuno a cui si tiene davvero (lo so: non ha senso, ma pensateci un solo un attimo, non tarderete ad accorgervi che è vero). Per questo quando si dona un po’ di questo fluido ad una persona cara e si percepisce davvero di averlo fatto, si ottiene una grande soddisfazione.
Mi rendo conto di non essere stato troppo chiaro: non ho le idee in ordine io, quindi non avrei potuto fare altrimenti. Quello che ho scritto è naturalmente rapportato a ciò che io ho vissuto e sto vivendo, se vi ritrovate in ciò e a maggior ragione se siete di diversa opinione vi invito a commentare questo scritto. Le esperienze personali sono le ben venute.
P.S. Scusate ma un titolo migliore proprio non mi veniva in mente.

[...] Ovviamente i saluti non sono veri, spero di farmi vivo presto, un paio di idee nel cestino ce le ho. Proverò una sera di queste a dar loro forma, ma la materia oppose resistenza al Demiurgo e le lettere l’oppongono a me2. [...]
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22 apr 08 alle 17:24