<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L'ennesimo punto di vista &#187; Free and Open Source Software</title>
	<atom:link href="http://ennesimo.netsons.org/category/free-and-open-source-software/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://ennesimo.netsons.org</link>
	<description>L'ennesimo punto di vista del mondo: il nostro.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Jan 2009 13:26:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>E-mail, la sicurezza firmata GNU</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2008/02/e-mail-la-sicurezza-firmata-gnu/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2008/02/e-mail-la-sicurezza-firmata-gnu/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 22:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza & anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[e-mail]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[GnuPG]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2008/02/09/e-mail-la-sicurezza-firmata-gnu/</guid>
		<description><![CDATA[E-mail e sicurezza
Spesso pensando ad un&#8217;e-mail si ha un&#8217;idea di un messaggio privato fra due persone. In effetti l&#8217;idea iniziale era quella: io mando un messaggio a te, senza farlo leggere ad altri. Il paragone più usato per spiegare il concetto di e-mail a chi non sa cosa sia è quello di una busta spedita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>E-mail e sicurezza</h3>
<p>Spesso pensando ad un&#8217;e-mail si ha un&#8217;idea di un messaggio privato fra due persone. In effetti l&#8217;idea iniziale era quella: io mando un messaggio a te, senza farlo leggere ad altri. Il paragone più usato per spiegare il concetto di e-mail a chi non sa cosa sia è quello di una busta spedita via posta. Tralasciando la proverbiale efficienza delle Poste Italiane, credo che il paragone usato sia fuorviante: una mail è più simile ad una cartolina.</p>
<p>Scrivereste mai un&#8217;informazione riservata a qualcuno usando una cartolina? Se avete un minimo di buon senso avete risposto no (non si offenda chi ha detto sì, gli manderò una palla rossa). La ragione è semplice: chiunque si ritrovi in mano la cartolina può leggere ciò che c&#8217;è scritto sopra e per arrivare a destinazione qualsiasi missiva passa per molte paia di mani diverse. La stessa cosa vale per le mail: io non ho mai provato, ma intercettarne e leggerne una non è poi così difficile. Come possiamo quindi <em>imbustare</em> la mail in modo che solo il destinatario possa leggerla?</p>
<p>Un&#8217;altra cosa che pochi sanno, e che ancor meno tengono presente, è la facilità con cui si può spedire una mail a qualcuno falsificando l&#8217;indirizzo del mittente. Come possiamo quindi essere ragionevolmente certi della provenienza di un&#8217;e-mail?</p>
<p><span id="more-37"></span>La risposta alla prima domanda è cifrare il contenuto della mail, cioè renderlo illeggibile a tutti tranne a chi vogliamo noi. La risposta alla seconda è firmare la mail, questo credo che si spieghi da sè. La risposta alla terza domanda, cioè “come possiamo cifrare o firmare una mail?” è <a href="http://gnupg.org/index.it.html"><abbr title="GNU Privacy Guard">GnuPG</abbr></a>.</p>
<h3>Cos&#8217;è GnuPG?</h3>
<p>Sul sito ufficiale si legge che</p>
<blockquote><p>GnuPG è lo strumento GNU per comunicare e immagazzinare dati in modo sicuro.</p></blockquote>
<p>Il che dice tutto e niente. GnuPG è un programma che permette di cifrare e firmare file (quindi anche le mail) grazie ad una coppia di chiavi. È software libero, quindi liberamente usufruibile e distribuibile, multipiattaforma, quindi lo potete usare dove volete ed è supportato dai migliori programmi di posta elettronica. Quest&#8217;ultima frase vuol dire che potete cifrare e firmare una mail semplicemente con un paio di click.</p>
<h3>Come funziona</h3>
<p>Avevo intenzione di descrivervi il funzionamento di GnuPG nel dettaglio, ma non potrei dirvi nulla che non trovereste già nel <em>Manuale <abbr title="Gnu's Not Unix">GNU</abbr> sulla privacy</em> (disponibile in <a title="Manuale GNU sulla privacy (PDF)" href="http://gnupg.org/gph/it/manual.pdf">PDF </a> e <a title="Manuale GNU sulla privacy (HTML)" href="http://gnupg.org/gph/it/index.html">HTML</a>), quindi vi rimetto nelle buone mani della documentazione dello gnu.</p>
<h3>Installazione (Linux)</h3>
<p>In molte distribuzioni di Linux GnuPG è già preinstallato, per le altre non ci dovrebbero essere problemi a trovarlo nei repository o ad installarlo da sorgenti. Comunque se avete scelto Linux dovreste essere in grado di risolvere i problemi anche senza il mio aiuto (che bello scaricare compiti e responsabilità sulle spalle altrui!).</p>
<h3>Installazione (Windows)</h3>
<p>Se volete GnuPG su Windows basta una ricerca su Google per trovare <a title="Installare GnuPG su Windows" href="http://home.datacomm.ch/winzozzz/gnupg.htm">guide all&#8217;installazione</a> su questo sistema operativo.</p>
<h3>Terminale?! Non ci sarebbe un punta e clicca?</h3>
<p>Il programma è stato pensato per funzionare da linea di comando. Gli utenti Windows troveranno una veste grafica nella guida sopra citata. Gli utenti Linux che non apprezzano appieno la magia del terminale, o quelli che amano far tutto in due click, troveranno anch&#8217;essi valide interfacce grafiche, come Kgpg (per <abbr title="K Desktop Environment">KDE</abbr>, testato personalmente) o Seahorse (per <abbr title="GNU Object Model Environment">GNOME</abbr>, mai provato).</p>
<h3>Divertitevi in sicurezza</h3>
<p>Adesso potete comunicare con un briciolo di sicurezza in più. <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strike>La mia chiave pubblica e il mio indirizzo e-mail li trovate nella mia <a title="L'ennesimo punto di vista - RikyM" href="http://ennesimo.netsons.org/index.php/il-blog/rikym/">pagina personale</a>.</strike> </p>
<div class="nota"><strong>Aggiornamento:</strong> La mia pagine personale non è al momento raggiungibile. Ci sto lavorando, tornerà on-line entro il millennio. Scusate il disagio.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2008/02/e-mail-la-sicurezza-firmata-gnu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MUTE: il P2P veramente anonimo</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2008/01/mute-il-p2p-veramente-anonimo/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2008/01/mute-il-p2p-veramente-anonimo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 22:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza & anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[Anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[File sharing]]></category>
		<category><![CDATA[MUTE]]></category>
		<category><![CDATA[P2P]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2008/01/09/mute-il-p2p-veramente-anonimo/</guid>
		<description><![CDATA[
Attenzione
In questo articolo parlo di un programma di condivisione di file e faccio riferimenti alla condivisione di file coperti da copyright. Con ciò non voglio istigare nessuno a commettere azioni simili. Ricordo che le opere la cui condivisione non è permessa dall&#8217;autore per legge non si possono condividere. Declino pertanto ogni responsabilità. Vi illustro questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="nota">
<div class="nota-type">Attenzione</div>
<p>In questo articolo parlo di un programma di condivisione di file e faccio riferimenti alla condivisione di file coperti da copyright. Con ciò non voglio istigare nessuno a commettere azioni simili. Ricordo che le opere la cui condivisione non è permessa dall&#8217;autore per legge non si possono condividere. Declino pertanto ogni responsabilità. Vi illustro questo programma solo perchè ritengo interessanti gli sviluppi che potrebbe avere e perchè se voglio condividere delle opere la cui diffusione è lecita, non vedo perchè dovrei render conto di questo al mondo intero. Usate il tutto secondo vostra coscienza.</p></div>
<h3>Introduzione</h3>
<p>La condivisione di file tramite reti <abbr title="Peer to Peer">P2P</abbr> è al giorno d&#8217;oggi una pratica molto diffusa. A volte mi chiedo quanto questo avvenga in modo consapevole da parte degli utenti e soprattutto quanto questi siano consapevoli del fatto che condividere opere coperte da copyright in questo modo è reato. Certo, lo sappiamo tutti: è reato, ci sono delle leggi, c&#8217;è anche un&#8217;inquietante campagna pubblicitaria in proposito. Lo sappiamo&#8230; ma quanti di voi sentono di compiere un reato scaricando una file protetto dai diritti d&#8217;autore?</p>
<p>Ci sono stati diversi casi in cui delle persone, gente comune, gente come potrebbe essere il tuo salumiere, come potrebbe essere il tuo vicino di casa, come potresti essere tu, sono stati condannati dalla legge per aver condiviso file illegalmente. L&#8217;opinione pubblica non prende mai bene queste notizie, sarà che ci si immedesima un po&#8217; tutti nella povera vittima. Fatto sta che, al posto di agire da deterrente, queste condanne incoraggiano lo sviluppo di tecniche di criptazione, camuffamento e &#8220;protezione&#8221; sempre più avanzate. In giro per la rete è pieno di liste sicure di server, filtri e pozioni magiche. Tuttavia questi sono il tentativo di rendere anonimo un sistema che non è stato progettato per essere tale e quindi l&#8217;efficacia di questi rimedi non è un gran che. Per ottenere risultati veramente apprezzabili bisogna cambiare approccio: è quello che stanno facendo gli sviluppatori di MUTE.</p>
<p><img title="Il logo di MUTE" src="http://ennesimo.netsons.org/wp-content/uploads/2008/11/logo.png" alt="Logo di MUTE" /></p>
<p><span id="more-11"></span><br />
<h3>Il problema della privacy</h3>
<p>Ok, non scenderò molto nei dettagli nella spiegazione, più che altro perchè non li conosco bene neanche io. Basti sapere che, semplificando molto, ma molto le cose, non me ne abbiano gli esperti, i principali ostacoli da superare per ottenere l&#8217;anonimato in rete sono due: l&#8217;identificazione di un computer con un unico indirizzo <abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> e la possibilità di <em>sniffare</em> i dati che escono ed entrano in un computer.</p>
<p>L&#8217;<abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> non è certo stato inventato per schedare tutte le persone che si connettono ad internet, bensì per permettere a tutti di comunicare con tutti. Questo altro non è che un numero identificativo di un computer (nodo) nella rete. L&#8217;assegnazione di un determinato <abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> ad una macchina piuttosto che ad un&#8217;altra è definito da regole ben precise ed è sempre possibile risalire ad un computer (e quindi ad una persona) partendo da esso.</p>
<p>I dati che un computer scambia con l&#8217;esterno sono facilmente rintracciabili con appositi programmi, chiamati <em>sniffer</em>. Questo può tornare utile per studiare la sicurezza di una macchina, ma non penso ci sia bisogno di dire come possa compromettere il nostro anonimato.</p>
<h3>Una possibile soluzione: la darknet</h3>
<p>Per ovviare a questi due problemi gli sviluppatori di MUTE hanno creato una darknet, cioè hanno ritagliato una rete all&#8217;interno di internet. In questa rete i nodi non sono identificati dall&#8217;<abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> che hanno all&#8217;esterno, ma da un altro numero di identificazione ad esso non direttamente conducibile generato in modo casuale alla connessione.</p>
<p>Per difendersi dagli <em>sniffer</em> è stato adottato un sistema di crittografia <em>point-to-point</em>. Questo vuol dire che i dati vengono cifrati con una chiave diversa ad ogni passaggio nodo -&gt; nodo. Chiariamo meglio con un esempio. Il nodo <span style="color: #ff6600;">A</span> deve mandare dei dati al nodo <span style="color: #ff6600;">C</span>, ma non è direttamente collegato a questo, quindi deve per forza far passare i dati per il nodo <span style="color: #ff6600;">B</span>. <span style="color: #ff6600;">A</span> cifra i dati e li manda a <span style="color: #ff6600;">B</span>, <span style="color: #ff6600;">B</span> li decifra, li cifra con una chiave diversa e li manda a <span style="color: #ff6600;">C</span> che li decifrerà a sua volta. Così i dati quando passano da un nodo all&#8217;altro sono sempre cifrati e un osservatore esterno dovrebbe riuscire a decifrarli tutti in breve tempo per carpire delle informazioni, che in ogni caso non è detto che siano significative.</p>
<p>Appare tuttavia evidente che in questo modo ogni nodo può controllare quali dati passano attraverso se stesso e può sembrare più sicuro un sistema di cifratura <em>end-to-end</em>, cioè coi dati che vengono cifrati da <span style="color: #ff6600;">A</span>, fanno il loro bel percorso senza essere letti da nessuno e vengono decifrati solo da <span style="color: #ff6600;">C</span>. Certo, questo è più sicuro, ma MUTE si propone di mantenere l&#8217;anonimato e con un sistema <em>end-to-end</em> è facile capire chi è la fonte dei dati e a chi li manda. Col sistema adottato da MUTE ciò è praticamente impossibile.</p>
<h3>C&#8217;è un pacco da consegnare per&#8230; boh!</h3>
<p>Abbiamo visto che per un osservatore esterno alla rete è difficile, quasi impossibile, ottenere informazioni utili, ma se l&#8217;osservatore fosse all&#8217;interno? Gli sviluppatori han pensato anche a questo.</p>
<p>Quando un nodo deve inviare una richiesta di dati (questo avviene per esempio quando si effettua una ricerca o si richiede un file per il download) la invia a tutti i nodi a cui è collegato (solitamente 5). Ognuno di questi nodi terrà conto di chi gli ha inviato la richiesta e la inoltrerà agli altri nodi a cui è connesso. Se qualcuno volesse rispondere alla richiesta di dati basta che invii la risposta al nodo da cui gli è pervenuta, che a sua volta rimanderà i dati a quello attraverso il quale gli è arrivata la richiesta. Vi siete persi? Un esempio renderà tutto più chiaro.</p>
<p>Prendiamo 4 nodi <span style="color: #ff6600;">A</span>, <span style="color: #ff6600;">B</span>, <span style="color: #ff6600;">C</span> e <span style="color: #ff6600;">D</span>. Scusate la scarsa fantasia per i nomi. <span style="color: #ff6600;">A</span> è connesso a <span style="color: #ff6600;">B</span>, che a sua volta è collegato a <span style="color: #ff6600;">C</span>, collegato a <span style="color: #ff6600;">D</span>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;">A</span> -&gt; <span style="color: #ff6600;">B</span> -&gt; <span style="color: #ff6600;">C</span> -&gt; <span style="color: #ff6600;">D</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">A</span> invia una richiesta di dati che sono in possesso di <span style="color: #ff6600;">D</span> (per esempio vuole scaricare un file di <span style="color: #ff6600;">D</span>). <span style="color: #ff6600;">A</span> invia la richiesta a tutti i nodi che vede, fra cui <span style="color: #ff6600;">B</span>. <span style="color: #ff6600;">B</span> registra che la richiesta gli arriva da <span style="color: #ff6600;">A</span> e la inoltra a tutti, fra cui <span style="color: #ff6600;">C</span>. <span style="color: #ff6600;">C</span> vede una richiesta proveniente da <span style="color: #ff6600;">B</span> e la inoltra a tutti quelli a cui è connesso. Fra questi c&#8217;è <span style="color: #ff6600;">D</span> che risponde al nodo per cui gli è arrivata la richiesta, cioè <span style="color: #ff6600;">C</span>. <span style="color: #ff6600;">C</span> ha registrato che la richiesta arrivava da <span style="color: #ff6600;">B</span> e gli invia i dati, <span style="color: #ff6600;">B</span> li manderà ad <span style="color: #ff6600;">A</span>. <span style="color: #ff6600;">A</span> sarà contento.</p>
<p>Fermiamoci un attimo a ragionarci su. Ciascun nodo vede arrivare richieste da un altro, ma non può sapere se è effettivamente quel nodo a volere i dati o sta solo rimbalzando una richiesta altrui. <span style="color: #ff6600;">C</span> non sa che <span style="color: #ff6600;">B</span> sta inoltrando una richiesta di <span style="color: #ff6600;">A</span> e <span style="color: #ff6600;">B</span> non sa che <span style="color: #ff6600;">A</span> è l&#8217;origine di tutto. Lo stesso discorso delle richieste si può applicare alle risposte. In questo modo non si può sapere chi richiede i dati e chi li invia.</p>
<p>Se c&#8217;è qualcosa di poco chiaro non abbiate paura di avanzare richieste di chiarimenti nel commenti, le rimbalzerò a tutti i nodi e qualcuno risponderà.</p>
<h3>Ma qui non c&#8217;è nulla!</h3>
<p>Spero di esser riuscito a farvi venir voglia di provare questo modo di condividere i file in maniera anonima. Fra poche righe vi segnalerò una guida per installarlo su Linux (per Windows e Mac ci sono degli eseguibili, quindi non servono guide&#8230; spero), ma prima vi devo avvertire: il programma è in fase <em>aplha</em> e mancano funzioni ritenute fondamentali nei programmi di condivisione odierni, come la possibilità di scaricare lo stesso file da più fonti o quella di riprendere uno scaricamento dopo averlo interrotto. Inoltre gli sviluppatori han deciso di non perder tempo con la grafica fin che ci son cose più importanti da fare e il risultato non è il massimo dell&#8217;estetica. Insomma, potreste rimaner delusi, ma il lavoro è appena iniziato e le premesse perchè esca qualcosa di buono ci son tutte. Vedremo i futuri sviluppi.</p>
<p><span style="text-decoration: line-through;">Per installare il programma sulla mia <em>Kubuntu 7.10</em> io ho seguito <a title="Guida installazione MUTE" href="http://www.ifreeapp.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=54&amp;Itemid=9">questa guida</a>. Non so se sia la migliore, ma funziona, ho dovuto solo cambiare due comandi. Dove c&#8217;è scritto di usare <code>which wxconfig</code> in realtà bisogna dare il comando <code>which wx-config</code>La directory e il file che nella guida vengono chiamati <em>MUTE_GUI_filesharing</em> e <em>filesharingMUTE </em>in realtà sono <em>MUTE_GUI_fileSharing</em> e <em>fileSharingMUTE</em>, con la &#8220;s&#8221; maiuscola.</span></p>
<div class="nota"><strong>Aggiornamento (27.07.2008):</strong> All&#8217;indirizzo indicato non c&#8217;è più la guida all&#8217;installazione di MUTE, bensì un&#8217;altra pagina.</div>
<h3>Note tecniche e link utili</h3>
<p>Il programma è multi-piattaforma, sotto licenza <abbr title="Gnu's Not Unix">Gnu</abbr> <abbr title="General Public License">GPL</abbr>.<br />
Sito ufficiale: <a title="Simple, Anonymous File Sharing" href="http://mute-net.sourceforge.net/">http://mute-net.sourceforge.net/</a><br />
Traduzione in italiano: <a title="MUTE in italiano" href="http://www.p2psicuro.it/mute/mute_italiano.htm">http://www.p2psicuro.it/mute/mute_italiano.htm</a><br />
Primi passi con MUTE: <a title="Primi passi con MUTE" href="http://www.p2psicuro.it/mute/mute_guida.htm">http://www.p2psicuro.it/mute/mute_guida.htm</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2008/01/mute-il-p2p-veramente-anonimo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia pirateria</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/la-mia-pirateria/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/la-mia-pirateria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 19:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2007/09/25/la-mia-pirateria/</guid>
		<description><![CDATA[Intervengo senza interpellazione alcuna in questo discorso perchè era mia intenzione trattare l&#8217;argomento prima o poi.





Premessa
Il tutto nasce con un intervento di iLLusion. Confesso di non aver mai letto il suo blog, ma credo che finirà presto nella lista di blog che leggo periodicamente. Nel suo articolo iLLusion afferma che la pirateria informatica danneggia il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo senza interpellazione alcuna in questo discorso perchè era mia intenzione trattare l&#8217;argomento prima o poi.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_172" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-172" src="http://ennesimo.netsons.org/wp-content/uploads/2008/11/pirate-209x300.jpg" alt="Pirata" width="125" height="180" /></dt>
</dl>
</div>
<p style="clear:right;"><strong>Premessa</strong><br />
Il tutto nasce con un intervento di <a title="[Iniziativa] Aiuta l’Open Source: No alla pirateria software - iLLusion bloG" href="http://illusionblog.wordpress.com/2007/09/20/iniziativa-aiuta-lopen-source-no-alla-pirateria-software/">iLLusion</a>. Confesso di non aver mai letto il suo blog, ma credo che finirà presto nella lista di blog che leggo periodicamente. Nel suo articolo iLLusion afferma che la pirateria informatica danneggia il Software libero e aperto.</p>
<p>Al che Kijio ha pensato di rispondere esprimendo <a title="pirateria e open source non sono collegati fra loro. MAI! - Kijio Blog" href="http://kijio.wordpress.com/2007/09/25/pirateria-e-open-source-non-sono-collegati-fra-loro-mai/">il suo parere</a>. Questi dice di schierarsi <em>contro Ubuntista</em> (che ha espresso il suo appoggio a iLLusion n.d.R.) <em>ed illusionblog</em>, ma in realtà a me il suo non sembra tanto un attacco personale quanto un&#8217;espressione del suo punto di vista sulla questione.</p>
<h3>Quello su cui tutti concordano</h3>
<p>I due articoli hanno comunque un punto in comune: entrambi condannano la pirateria. Io mi limito a ricordarvi che la pirateria è un reato e che <span xml:lang="en"><em>ignorantia legis non excusat</em></span>.</p>
<h3>Il mio parere</h3>
<p>Io mi trovo ad essere daccordo più con iLLusion che con Kijio, la pirateria danneggia infatti, seppur in modo indiretto il Software libero e aperto. Se nessuno in passato avesse piratato delle copie di Microsoft Office, il formato .doc non si sarebbe imposto come standard de facto con una facilità disarmante come è invece accaduto e gli utenti non sarebbero costretti ad usare quel determinato programma. Ora, questo va sì contro il <abbr title="Free and Open Source Software">FOSS</abbr>, ma, cosa ancor più grave, elimina la nostra libertà di scelta.</p>
<p>Ovviamente ho usato l&#8217;esempio di <abbr title="MicroSoft">MS</abbr> Office, ma il discorso, come sempre, si può allargare in ogni campo. La libertà di scelta è inoltre limita anche dai <abbr title="Digital Rights Management">DRM</abbr>, ma questo sarà argomento di un altro articolo.</p>
<p>Dunque piratare programmi danneggia il <abbr title="Free and Open Source Software">FOSS</abbr> perchè ne limita la diffusione? Anche, ma non solo. Il discorso è più profondo e trascinde la questione della diffusione e dell&#8217;uso di determinati programmi. Il software libero e aperto si basa infatti sulla conoscenza e quello <em>chiuso</em>, proprietario, trae forza dall&#8217;ignoranza. Ora, a me non importa se questo è l&#8217;anno di <abbr title="Gnu's Not Unix">GNU</abbr>/Linux che quindi si diffonderà su tutti i Desktop del mondo o meno. Quel che più mi preme è che le persone che ho in torno non mi mettano in condizione di vivere nel rispetto delle mie libertà, dei miei diritti e dei miei doveri (discorso utopico, ma che ci volete fare). Perchè ciò accada bisogna andare oltre l&#8217;ignoranza e tentare di affrontare ogni cosa con una mentalità aperta e usare programmi piratati è indice di ignoranza. Perchè dovrei usare illegalmente un programma che limita le mie libertà e che mi spia (sempre per usare lo stesso esempio <abbr title="MicroSoft">MS</abbr> Word) quando posso averne uno equivalente nel pieno rispetto di me e della legge?</p>
<p>Ovviamente la questione è diversa là dove non esistono programmi liberi o aperti equivalenti a quelli proprietari. Anche in questi casi comunque la pirateria ha i suoi lati negativi: limita il numero di richieste e quindi l&#8217;attenzione dei potenziali programmatori nei confronti di quelle che vengono definite <em>alternative</em> libere.</p>
<p>Il titolo stesso dell&#8217;articolo di Kijio di cui parlavo all&#8217;inizio suggerisce una certa paura dell&#8217;ignoranza diffusa. L&#8217;ignoranza che spinge i <em>giornalai</em> (mai definizione fu più azzeccata) a confondere gli hacker con i pirati informatici, condannandoli e dando un&#8217;accezione negativa al termine stesso.</p>
<p>L&#8217;unica soluzione alla pirateria non è secondo me vendere a prezzi più bassi come dice Kijio. Certo il suo ragionamento non è del tutto sbagliato, abbassare i prezzi aiuterebbe molto, ma secondo me c&#8217;è un&#8217;altra condizione necessaria per la drastica riduzione della pirateria: la conoscenza.</p>
<h3>Morale</h3>
<p>Non dovete piratare, perchè piratare è male m&#8217;pito?</p>
<p>Seriamente, diffondete quel poco di conoscenza che avete e tentate di imparare da tutto: l&#8217;ignoranza è una brutta bestia.</p>
<h3>Momento di autocelebrazione felipesca</h3>
<p>L&#8217;articolo di Kijio termina con la seguente frase:</p>
<blockquote><p>Ripeto, comprare, non concedere in uso!</p></blockquote>
<p>Credo di aver scritto <a title="Il mio falso acquisto" href="http://ennesimo.wordpress.com/2007/09/17/il-mio-falso-acquisto/">qualcosa</a> in proposito&#8230;</p>
<h3>Licenza dell&#8217;immagine</h3>
<p>L&#8217;immagine del pirata, come indicato <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Pirate.jpg">qui</a> è di dominio pubblico inquanto il copyright su di essa è scaduto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/la-mia-pirateria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mio falso acquisto</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/il-mio-falso-acquisto/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/il-mio-falso-acquisto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 19:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2007/09/17/il-mio-falso-acquisto/</guid>
		<description><![CDATA[Arrivi a casa fiero, col tuo bello scatolone in mano. Hai appena comprato un computer nuovo. Hai appena comprato un nuovo Windows. Dev&#8217;essere potente: ha 250 GB di memoria e sulla scatola con tutti gli spinotti c&#8217;è un adesivo con scritto &#8220;Designed for Windows Vista&#8221;. Il commesso ti ha assicurato che sul computer è preinstallato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivi a casa fiero, col tuo bello scatolone in mano. Hai appena comprato un computer nuovo. Hai appena comprato un nuovo Windows. Dev&#8217;essere potente: ha 250 GB di memoria e sulla scatola con tutti gli spinotti c&#8217;è un adesivo con scritto &#8220;Designed for Windows Vista&#8221;. Il commesso ti ha assicurato che sul computer è preinstallato Vista, l&#8217;ultimo sistema operativo! Quello con tutti i nuovi effetti grafici strafichi! Che gentile che è stato a dartelo gratis. Certo è anche logico: senza il sistema operativo il computer non va, non può vendertelo senza, non avrebbe senso. Comunque è stato davvero carino e premuroso&#8230; o no?</p>
<h3>Un paio di miti da sfatare</h3>
<p>No, non i famosi <a href="http://www.microsoft.com/italy/athome/together/default.mspx">10 falsi miti su Vista</a>, che tanto falsi non sono (notate che ho linkato la pagina ma non ne condivido i contenuti), bensì altri miti ben più diffusi e ben più inesatti.</p>
<p>Innanzi tutto gli effetti grafici di Vista tanto nuovi non sono: esistono già da anni progetti ben più spettacolari e utili sviluppati dalla comunità del <abbr title="Free and Open Source Software">FOSS</abbr> e dalla Apple, per esempio il celebre <a title="Video dimostrativo su Compiz" href="http://video.google.it/videoplay?docid=1405505248277861212&amp;q=compiz+fusion&amp;total=462&amp;start=0&amp;num=10&amp;so=0&amp;type=search&amp;plindex=0">Compiz</a> (ora Compiz Fusion) o l&#8217;ormai ufficialmente defunto <a title="Video dimostrativo su Beryl" href="http://video.google.it/videoplay?docid=7223440296638629363&amp;q=beryl&amp;total=4973&amp;start=0&amp;num=10&amp;so=0&amp;type=search&amp;plindex=0">Beryl</a>. Tuttavia questo è abbastanza noto e non sto a scriverci un articolo, anche perchè la soap opera di Compiz è trattata da molti blog.</p>
<p>In secondo luogo per molti usare un computer equivale a dire usare Windows. Permettetemi di dire che non è così: si può usare un computer anche senza Windows. Esistono molti sistemi operativi definiti (<a title="Le mie alternative - L'ennesimo punto di vista" href="http://ennesimo.wordpress.com/2007/06/15/le-mie-alternative/">a mio avviso in modo improprio</a>) <em>alternativi</em> a Windows come i Mac, che hanno una piccola ma significativa porzione di mercato, <abbr title="Gnu's Not Unix">Gnu</abbr>/Linux o le varie <abbr title="Berkeley Software Distribution">BSD</abbr>. Certo, Windows è il <abbr title="Sistema Operativo">SO</abbr> più diffuso, ma non è l&#8217;unico. Questa era una mia precisazione, spero comunque che chi sappia almeno cosa sia un computer sappia che non è Windows&#8230; lasciatemi almeno sperare&#8230;</p>
<p>Quello che ben pochi sanno, per ignoranza o per convenienza è invece che le copie di Windows non si comprano. Certo, si piratano direte voi&#8230; no: non è quello che intendevo. Le copie di Windows che voi pagate, e le pagate anche quando ve le <em>regalano</em> col computer, perchè ve le fanno pagare insieme al computer stesso, solo che non ve lo dicono, non le acquistate. Voi pagate e usate un programma che non è vostro!</p>
<p>Ora, io penso che la gente, i famosi utenti medi, che forse siete proprio voi (e forse sono anch&#8217;io), non si renda conto di cosa questo voglia dire. Apriamo un po&#8217; gli occhi, magari gustiamoci le spesse fette di salame che ci ritroviamo sopra, e, dopo il ruttino naturalmente, vediamo un po&#8217; di capire cosa comporta usare dei programmi che non ci appartengono.</p>
<h3>Limitazione della libertà di utilizzo</h3>
<p><a title="Home page di Richard M. Stallman - in lingua inglese" href="http://www.stallman.org/">Richard M. Stallman</a>, fondatore della <a title="Free Software Foundation Europe - Home page italiana" href="http://www.fsfeurope.org/index.it.html">Free Software Foundation</a>, ha individuato quattro libertà che un programma deve avere per essere considerato libero:</p>
<ul>
<li>Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).</li>
<li>Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L&#8217;accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.</li>
<li>Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).</li>
<li>Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L&#8217;accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.</li>
</ul>
<p>Un programma che vi viene concesso in licenza da altri, un cosìddetto <a title="Software proprietario" href="http://www.gnu.org/philosophy/categories.it.html#ProprietarySoftware">software proprietario</a>, non rispetta alcuna di queste quattro libertà. Programmi di questo tipo vengono infatti concessi in licenza a patto che la persona a cui viene concesso, solo lei, ne faccia solamente alcuni utilizzi. È come avere una Maserati e poterla usare solo per andare dal panettiere e tornare.</p>
<h3>Chi comanda qui?</h3>
<p>Se il sistema che gestisce il computer è di un altro, per esempio della Microsoft o della Apple, e il computer è vostro, chi comanda sulla macchina? Non illudetevi, non si fa un 50% a testa, comanda tutto Microsoft o Apple. Non avrete preso in considerazione l&#8217;idea di comandare voi, vero? Illusi.</p>
<p>Ma cosa importa a Mr. Gates, Mr. Ballmer o a Mr. Jobs di comandare sulla macchina di ogni utente? Avranno le loro cose a cui pensare. Certo, ce le hanno: negli Stati Uniti le chiamano $$$, qui da noi €€€. Infatti imponendo lucchetti digitali (i famosi <abbr title="Digital Rights Management">DRM</abbr>), cambiando i formati di scrittura (ve la butto lì: usate l&#8217;open document, col tempo capirete perchè) e modificando qua e là riescono a scucirvi sempre qualcosina.</p>
<p>La maggior parte delle volte le modifiche apportate ai vostri programmi sono latenti e non si sa cosa facciano, vedi <a title="Aggiornamenti non autorizzatisu Windows XP e Windows Vista - ::Open Source 2007::" href="http://opensource2007.netsons.org/2007/2007/09/17/aggiornamenti-non-autorizzati-su-windows-xp-e-windows-vista/">gli aggiornamenti segreti di Windows</a>.</p>
<h3>Parole, parole, parole&#8230; ma alla fine che me frega?</h3>
<p>Non so a voi, ma a me l&#8217;idea che la totale gestione del <em>mio</em> computer sia in mano ad <em>altri</em> non piace per nulla. Quando non riuscirete a riprodurre un film regolarmente acquistato, a vedere le foto dei vostri nipotini di qualche anno fa, a leggere i documenti scritti un anno fa perchè nel vostro sistema operativo sono spuntati magicamente come funghetti dei lucchetti e dovrete regalare soldi ai Signori del mercato per tentare di fare tutto questo, forse la domanda non vi sorgerà tanto spontanea.</p>
<p>Per quei pochi a cui importa ancora vi ricordo anche che c&#8217;è chi ha imposto i propri formati come standard di fatto per obbligare gli utenti poi a comprare i suoi programmi o servizi (vedi Microsoft e <a title="La mia libertà di chiamata - L'ennesimo punto di vista" href="http://ennesimo.wordpress.com/2007/09/05/25/">Skype</a>) e questa è una grossa limitazione alla nostra libertà di scelta.</p>
<p>Ovviamente quel che è scritto qui è niente in confronto a tutto ciò che si potrebbe dire sull&#8217;argomento, ma la vita del blog è ancora lunga (si spera), quindi chissà, magari un giorno ci saranno approfondimenti al tema&#8230;</p>
<h3>Morale della favola</h3>
<p>Nessuna morale, solo un consiglio per ora: leggete bene i contratti che sottoscrivete quando installate un programma, non cliccate semplicemente su &#8220;Avanti&#8221;.</p>
<p><abbr title="Post Scriptum">P.S.</abbr> Ho parlato in particolare di Windows, ma ci sarebbe un discorso simile da fare su tutto il software proprietario in generale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/il-mio-falso-acquisto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia libertà di chiamata</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/25/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/25/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 02:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[P2P]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>
		<category><![CDATA[Standard]]></category>
		<category><![CDATA[VOIP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2007/09/05/25/</guid>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un PC con Kubuntu) WengoPhone, programma del progetto OpenWengo e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) &#8220;&#8230;ma perchè skype nn [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un <abbr title="Personal Computer">PC</abbr> con <a title="Sito ufficiale di Kubuntu" href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=kubuntu">Kubuntu</a>) WengoPhone, programma del progetto <a title="Sito ufficiale di OpenWengo" href="http://www.openwengo.org/">OpenWengo</a> e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) <em>&#8220;&#8230;ma perchè skype nn va + bene?&#8221;</em>. Domanda legittima: già in precedenza avevamo parlato con <a title="sito ufficiale di Skype" href="http://www.skype.com/intl/it/">Skype</a>. Risposta: Skype non è mai andato bene. Perchè? No, non solo perchè tratta male i poveri utenti Linux con versioni menomate delle parenti per Windows e Mac, ma anche e soprattutto per altri motivi.</p>
<p style="text-align:center;"><a title="Uno strumento caro a Moggi..." href="http://ennesimo.files.wordpress.com/2007/09/telefon_nordisk_familjebok.png"><img src="http://ennesimo.files.wordpress.com/2007/09/telefon_nordisk_familjebok.thumbnail.png" alt="Uno strumento caro a Moggi..." /></a></p>
<p>Cercando su google si trova una bella spiegazione di <a title="Il blog di Enrico Rubboli" href="http://blog.rubboli.it/">Enrico Rubboli</a>, che potete trovare <a title="Un buon motivo per non utilizzare Skype" href="http://blog.rubboli.it/index.php/2006/05/19/un-buon-motivo-per-non-utilizzare-skype/">qui</a>, sul perchè non bisogna utilizzare Skype. La spiegazione di Rubboli tuttavia non mi aggradava, non è abbastanza catastrofica, quindi ne ho cercate altre. Sembra che nessun altro che parli italiano si sia posto il problema. Ho continuato a cercare&#8230; insomma per farla breve ho trovato un bell&#8217;articolo in spagnolo tradotto in inglese. Stanotte non riuscivo a dormire quindi mi sono improvvisato traduttore e ho tradotto la versione inglese in italiano per voi.</p>
<p>Il mio inglese non è il massimo: quello che <span style="text-decoration: line-through;">non</span> ho studiato a scuola. Se ci sono errori (su un paio di cose non sono tanto sicuro) avvisatemi pure nei commenti.</p>
<blockquote><p>Questo è un blog sul FOSS quindi non dovrei parlare troppo di programmi proprietari.<br />
L&#8217;unico problema non è tanto che Skype sia proprietario (sebbene lo sia), la vera questione è che usa un protocollo chiuso e proprietario. Ora, cosa significa questo? Significa che gli utenti di Skype possono comunicare solo con&#8230; beh, gli altri utenti Skype.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è la fregatura?</strong><br />
Prova ad applicare questo concetto alle vere compagnie telefoniche, diciamo che tu sei un utente Verizon e vuoi chiamare un amico che è utente di un&#8217;altra compagnia diversa da Verizon, cosa succederebbe? Il tuo amico dovrebbe comprare un telefono speciale da Verizon o diventare un loro utente per poter comunicare con te. Irritante vero?<br />
Nel mondo del software, programmi che usano standard liberi e aperti come SIP possono comunicare con programmi diversi, questo è impossibile con Skype.</p>
<p><strong>Che importa? Scaricare Skype non mi costa niente!</strong><br />
Magari per ora hai ragione ma cosa succederebbe se Skype avesse quasi tutti gli utenti VoIP e tutti i telefoni VoIP fossero compatibili solo con Skype? Skype potrebbe decidere di far pagare troppo per la licenza del proprio hardware e trasformare il programma gratuito che conosciamo oggi in un servizio a pagamento!<br />
Questo viene chiamato Vendor lock-in, è una pratica comune fra i produttori di software. Esso consiste nell&#8217;ingannare gli utenti fornendo un servizio gratuito  per poi far pagare prezzi ingiusti una volta che questo è diventato uno standard perchè è più faticoso abbandonare uno standard di fatto vedi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in">questo articolo di wikipedia</a> sul problema (il Vendor lock-in è quello che fa Microsoft con le sue API e Franhofer con l&#8217;MP3).<br />
Soprattutto lasciare i mezzi di comunicazione nelle mani di un solo ente è anti-democratico specialmente quando questo ente usa un protocollo segreto che può essere controllato solo dall&#8217;ente stesso (una compagnia guidata dal profitto). Sei daccordo col perdere la tua libertà e la tua privacy per un po&#8217; di comodità data da Skype? La tua libertà vale così poco?</p>
<p><strong>Che importa? Semplicemente smetto di usare Skype e inizio ad utilizzare un&#8217;alternativa gratuita!</strong><br />
Guarda cos&#8217;è successo nel mondo dell&#8217;ufficio. OpenOffice e GNU/Linux sono liberi e gratuiti e nessuno sta cambiando o per lo meno il cambiamento è molto lento. Questo perchè? Cambiare tecnologia nelle aziende è costoso specialmente quando avviene nell&#8217;hardware (pensa a tutti quei telefoni compatibili con Skype in cui ha investito il tuo capo&#8230;). Quindi usare Skype ora è come prendere una dipendenza da una brutta droga, sarà duro e faticoso smettere di usarlo anche se il venditore deciderà di imporrti prezzi ingiusti. Usare Skype ora sta mettendo il tuo futuro nelle mani di Ebay Inc e Skype Corp.</p>
<p><strong>Ok sono piuttosto convinto <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Come posso evitare tutto questo?</strong><br />
Semplicemente non usare Skype o smetti di usarlo ORA. Ci sono molte alternative che usano protocolli standard come SIP e AIX. Parla ai tuoi amici delle alternative. Questo è un blog sulle alternative Free e Open Source quindi io ti parlo di <a href="http://www.openwengo.com/index.php?yawl[S]=wengo.public.homePage&amp;yawl[K]=wengo.public.download">questa</a> alternativa.</p>
<p>Spero che quest&#8217;articolo ti aiuterà ad affrontare il passaggio al mondo libero del VoIP <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p><a title="Porque NO debe usar Skype!" href="http://librevoz.blogspot.com/2005/12/porque-no-debe-usar-skype.html">Qui</a> il testo originale in spagnolo e <a title="Why thou shall not use Skype!" href="http://fossvoip.blogspot.com/2005/12/why-thou-shall-not-use-skype.html">qui</a> quello in inglese che ho tradotto io.</p>
<hr />Ora se volete parlarmi non cercatemi su skype. <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><abbr title="Post Scriptum" /><abbr title="Post Scriptum" />P.S. <span style="text-decoration: line-through;">L&#8217;autore dell&#8217;articolo originale non ha lasciato nel suo blog un recapito a cui contattarlo, quindi mi sa che verrà a conoscenza di questa traduzione solo se il suo blog supporta il track-back. Non me ne voglia.</span> Ho commentato l&#8217;articolo originale (in un inglese zoppicante) per avvertire l&#8217;autore della traduzione. Qui le cose si fanno per bene&#8230; o quasi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/25/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Video su FOSS</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2007/07/video-su-foss/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2007/07/video-su-foss/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 18:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2007/07/22/video-su-foss/</guid>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa il blog TuxLinux ha pubblicizzato un video pubblicato dalla TV on-line Arcoiris. Il video spiega in termini poco approfonditi, ma (quasi) mai inesatti il mondo del FOSS, concentrandosi su GNU, Linux e Ubuntu. Non ci sono tecnicismi o approfondimenti, per questo lo consiglio a chi non ha idea di cosa siano FOSS, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il blog <a href="http://tuxlinux.wordpress.com/">TuxLinux</a> ha pubblicizzato un video pubblicato dalla TV on-line <a href="http://www.arcoiris.tv/">Arcoiris</a>. Il video spiega in termini poco approfonditi, ma (quasi) mai inesatti il mondo del <abbr title="Free and Open Source Software">FOSS</abbr>, concentrandosi su <abbr title="Gnu's Not Unix">GNU</abbr>, Linux e Ubuntu. Non ci sono tecnicismi o approfondimenti, per questo lo consiglio a chi non ha idea di cosa siano <abbr title="Free and Open Source Software">FOSS</abbr>, <abbr>FSF</abbr>, <abbr title="Gnu's Not Unix">GNU</abbr>, Linux et cetera. Chi invece sa già qualcosa non troverà nulla di nuovo, ma il video è ben fatto e ve lo consiglio lo stesso.</p>
<p>Ovviamente non basta vedere il video per poter dire di conoscere il mondo del <em>Free and Open Source Software</em>, ma è un buon punto di partenza per chiarire un po&#8217; le idee, fugare qualche dubbio e magari superare qualche paura.</p>
<h3>Dove trovare il video</h3>
<p>Potete trovare il video a <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&amp;id=7808">questa pagina</a>. Per vederlo scegliete il formato dall&#8217;apposita sezione (vedi <a href="http://img120.imageshack.us/my.php?image=screenxh6.png">immagine</a>). Per scaricarlo in <em>Xvid</em> o in <em>Alta risoluzione</em>, dopo aver selezionato il formato seguite le istruzioni (vedi <a href="http://img442.imageshack.us/my.php?image=screen2xz6.png">immagine</a>).</p>
<h3>Licenza</h3>
<p>Il video è rilasciato sotto licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/">Creative commons</a>. Seguite il link per sapere cosa vuol dire.</p>
<h3>Ringraziamenti</h3>
<p>Un grazie ad H4TtoRy per avermi fatto conoscere il video e <a href="http://www.arcoiris.tv/">Arcoiris</a> con <a href="http://tuxlinux.wordpress.com/2007/07/19/arcoiris-aiuta-a-diffondere-lopen-source/">ques&#8217;intervento</a>. Colgo l&#8217;occasione per chiedere a tutta la combriccola se posso inserire <a href="http://tuxlinux.wordpress.com/">TuxLinux</a> nel mio blogroll.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2007/07/video-su-foss/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
<enclosure url="http://movies9.arcoiris.tv/movies/video_blog_p/proprieta_intellettuale_004_big.ram" length="81" type="audio/x-pn-realaudio" />
<enclosure url="http://movies9.arcoiris.tv/movies/video_blog_p/proprieta_intellettuale_004_big.wmv" length="29633838" type="video/x-ms-wmv" />
<enclosure url="http://movies9.arcoiris.tv/movies/video_blog_p/proprieta_intellettuale_004.mp3" length="8223872" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://bigmovies9.arcoiris.tv/video_blog_p/proprieta_intellettuale_004.avi" length="106913248" type="video/x-msvideo" />
<enclosure url="http://bigmovies9.arcoiris.tv/video_blog_p/proprieta_intellettuale_004.mpg" length="612544516" type="video/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Le mie alternative</title>
		<link>http://ennesimo.netsons.org/2007/06/le-mie-alternative/</link>
		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2007/06/le-mie-alternative/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 22:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ennesimo.netsons.org/index.php/2007/06/15/le-mie-alternative/</guid>
		<description><![CDATA[Per i profani, per quelli per cui computer=Windows, il mondo di Linux desta curiosità. È un mondo sconosciuto, ci si aspetta quasi di trovare boschi incantati dove gli gnomi vivono in armonia con la natura e dove i draghi esistono ancora, dove i pinguini e gli gnu regnano sovrani.
Visto che ogni profano che si rispetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per i profani, per quelli per cui computer=Windows, il mondo di Linux desta curiosità. È un mondo sconosciuto, ci si aspetta quasi di trovare boschi incantati dove gli <a href="http://www.it.gnome.org/index.php/Home">gnomi</a> vivono in armonia con la natura e dove i <a href="http://www.kde-it.org/">draghi</a> esistono ancora, dove i <a href="http://www.linux.it/Pagina_principale">pinguini</a> e gli <a href="http://www.gnu.org/home.it.html">gnu</a> regnano sovrani.</p>
<p>Visto che ogni profano che si rispetti ha quel famoso amico che è bravo a risolvere tutti i casini che combina con Windows e che magari quell&#8217;amico usa Linux, arriva sempre (sempre) il momento in cui la curiosità vince la pigrizia (che riprenderà presto il controllo) e in cui viene posta la domanda da un milione di euro: <em>cos&#8217;è Linux?</em></p>
<p>Ora, spiegare cos&#8217;è Linux a qualcuno che non sa cosa sia un sistema operativo, e quindi figuriamoci un kernel, è dura. Come fare allora? Semplice, si tira fuori la solita risposta pronta, la si lascia un paio di minuti nel microonde e la si serve. Conciliare la risposta pronta, cioè la storia della cicogna, con Linux tuttavia può essere difficoltoso e allora ecco che arriva la solita definizione semplice, chiara ed errata: <em>Linux è un sistema operativo alternativo.</em></p>
<p>Tralasciamo la differenza tra <abbr>OS</abbr> e kernel per concentrarci sul secondo errore: la parola <em>alternativo</em>. Questa è una definizione inesatta che viene associata a molti programmi: Firefox e Opera sono per esempio etichettati come alternative ad Internet Explorer.</p>
<p>Sul perchè si dica che questi sono programmi alternativi non è difficile dare risposta: di fatto Microsoft detiene il monopolio nel mercato dei software e i suoi programmi si sono imposti come standard.</p>
<p>Bisogna a questo punto però ricordare che Linux non è nato per fare concorrenza a Microsoft, ma per hobby. Nonostante là fuori sia pieno di utenti che cercano dei modi per convertire più utenti Microsoft possibili in utenti Linux ciò non è concepibile: come dice giustamente Dominic Humphries <a href="http://arcadia.stefanochizzolini.it/common/contents/it/gnu-linux/LNW.htm">Linux non è Windows!</a> Hanno scopi differenti e sono rivolti a differenti utenti.</p>
<p>Non togliamo quindi l&#8217;identità e la dignità ai programmi definendoli alternativi. Linux è un kernel, Firefox è un broswer e sono quel che sono indipendentemente da Windows o Internet Explorer.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ennesimo.netsons.org/2007/06/le-mie-alternative/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
