L’ennesimo punto di vista

L’ennesimo punto di vista del mondo: il nostro.

Mars Vigilia!

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Introduzione (vedi: parte noiosa da saltare)

Non tutti sanno che mi piace scrivere. Quelli che lo sanno sanno anche che scrivo una volta ogni scudetto dell’Inter (o ogni morte di papa, non ricordo mai come si dice), stanotte è stata una di quelle volte.

Ho deciso di condividere con voi lettori la mia creazione sotto licenza Creative Commons (segui il link per maggiori informazioni), la trovate qui sotto. Il brano è un monito prima di tutto a me stesso ed in secondo luogo a tutti quelli che, per un motivo o per un altro, pensano che la sconfitta sia ormai vicina e cercano di limitare i danni. Ho deciso che per me non sarà così, anche se so già che cambierò idea almeno una ventina di volte, morte e nemico si guardano in faccia e in faccia li guarderò.

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Written by RikyM

Gennaio 3rd, 2008 at 4:26 am

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Il mio post sul Natale

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Eccomi di nuovo in questo luogo dimenticato non da Dio, ma dal suo proprietario virtuale. Vi sono mancato? Neanche un po’ scommetto, magari anche voi vi siete dimenticati di me e chi s’è visto s’è visto. In realtà non mi sono scordato del blog, ma, non essendo ispirato a scrivere non mi sono fatto vivo.

Perchè son tornato dunque? Beh, potevo evitare di farvi gli auguri di Natale? Potevo evitare di augurarvi un buon anno nuovo? Potevo, infatti evito: non voglio scrivere il solito articolo “Lo staff di L’ennesimo punto di vista vi augura buon Natale e un felice anno nuovo”. Ho tra i feed decine di articoli di questo genere, tutti uguali, cambia solo il nome del blog. Banale, un post giusto per tappare un buco. In fondo non vi conosco, che me frega a me di come passate il vostro Natale? In ogni caso, una volta che vi faccio gli auguri, che vi cambia?

Bene, non faccio il post sugli auguri… cosa scrivo allora? Scrivo del Natale! Ma cosa? Beh, si sa, il Natale ormai è una festa commerciale, farò un bell’articolo su questo. Un bel ragionamento, non fa una piega, devono averlo seguito in molti perchè anche di articoli “Il Natale è una festa commerciale, vergognatevi” è pieno il mio aggregatore di feed. Certo, non mi stupisce la cosa: fa piacere a tutti sentirsi dei grandi filosofi, ma l’America l’ha già trovata Colombo, forse per fare gli esploratori conviene andare per altri mari.

Allora visto che non voglio scadere nel banale non scrivo nulla. Già, ma se non scrivo nulla faccio lo snob… un bel dilemma, qualcosa dovrò pur scrivere, no? È un bel po’ che non scrivo, se mi faccio vivo senza notizie che figura ci faccio?

Ed ecco la novità: l’articolo interattivo! Sarai tu lettore a decidere quale sarà il mio articolo sul Natale. Hai 3 possibilità di scelta, esprimi la tua preferenza nei commenti.

  1. Fai i soliti, banali, auguri di buone feste e non pensarci.
  2. Improvvisati filosofo e spara a zero sul Natale.
  3. Mi hai già rotto, chiudi quella bocca e possibilmente anche il blog.

P.S. sì, questo articolo è stato scritto tanto per scrivere qualcosa e sì mi rendo conto che è davvero penoso.

Written by RikyM

Dicembre 28th, 2007 at 11:13 pm

Posted in Senza categoria

Il mio fiore appassito

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Seconda introduzione inutile (centra poco col discorso, ma la prima è stata autocensurata e ho dovuto sostituirla)
Oramai lo standard de facto in quanto protocollo per la messaggistica istantanea, almeno in Italia, è MSN. Mi lascia perplesso il fatto che Google non tenti di affermare Google Talk (basato su Jabber), ma questo è un altro discorso. Il bacino d’utenza al quale si rivolge MSN è vario, comunque fra tutte le tipologie di utenti (scusate se generalizzo) quella più vasta sono i ragazzi che ritengono assolutamente normale scrivere in caratteri cirillici, in giallino chiaro su bianco. Nn penso d dvr aggiungere altr alla loro descr, avete caput d ks sto parlando.

Entriamo nel discorso
Sarà una mia impressione, ma ultimamente sento sempre più lamentele in giro su come vengono proposti i fatti di cronaca nera nei telegiornali. Ormai non si parla d’altro: hanno ammazzato questo, hanno ucciso l’altro. Tutti si lamentano, ma i telegiornali danno solo alla gente quello che vuole: i delitti efferati. La gente li ama e li vive. Basta un morto ammazzato per scatenare risse a tavola o rivolte in piazza e nelle strade con mezzi più o meno pacifici. Ebbene, MSN non è rimasto immune da tutto ciò.

Ogni volta che muore qualcuno (ammazzato, ovviamente) gira lo stesso appello di conversazione in conversazione, adattato alla vittima di turno. Qui vi riporto un esempio.

In memoria di quello ke èccaduto questa mattina cioè di un giovane ultrà laziale morto per un colpo di pistola da un poliziotto mettete una rosa nel nick

Ps:Falla girare ai tuoi contatti

Ora non voglio entrare nel merito del fatto a cui fa riferimento l’appello, non è questa sede per discuterne, quindi evitate.

Qual’è il problema?
Semplice: gli appelli di questo tipo mi stanno sui deferenti. In particolare non sopporto l’insistenza con cui vengono proposti e, soprattutto, il fatto che se qualcuno non vuole aderire ad una così nobile iniziativa è solo perchè non ha un briciolo di humanitas, è un cinico, è un insensibile, è un senza dio, è un comunista, è un nazista ed è anche uno svizzero.

Non voglio qui offendere tutti quelli che hanno messo una rosa nel nick per una persona che, senz’altro, se lo meritava (non mi sto riferendo a casi particolari, non è questa la sede). Se vi sentite meglio, se dormite bene la notte, fatelo. Non impedirò a nessuno di farlo, ma non venitemi a dire che devo mettere anch’io una rosa o un ciclamino o un brugo (mi scusi il Messer Lazzarotto per la scelta dei fiori) nel mio cavolfiore di nick.

Sarò stronzo…
…ma no: non credo che serva a qualcosa mettere un fiore nel nick. M’han detto che è per solidarietà. Verso chi? Boh. Non conoscevo nè la vittima, nè parenti, nè amici e non ho una così grande empatia e dimostrare solidarietà a nessuno no, non mi sembra molto utile. M’han detto per stare vicino alla vittima. Ormai è morta, non credo si possa far più nulla per lei, al massimo per i parenti, che comunque non vedranno il mio bel fiorellino. Anche questo mi sembra inutile. M’han detto… non m’han detto più nulla, oltre a insulti a mio avviso gratuiti.

Sarò io insensibile, ma se devo stare vicino a qualcuno, se devo esprimere un sentimento, non lo faccio con tre caratteri nel nick di MSN, non basta.

Ipocrisia
Ma allora perchè mettere un fiore? Io non l’ho ancora capito, anche se un’ipotesi in mente ce l’ho. Ci stiamo nascondendo dietro quel fiore per non farci vedere (o non vedere?) dalla realtà¹. Cosa accadrebbe se vedessimo che non possiamo fare nulla per quel povero morto ammazzato? Cosa accadrebbe se vedessimo che in fondo non ce ne frega nulla della vittima? Cosa accadrebbe se vedessimo cosa siamo realmente?

È un mondo di stronzi per stronzi e a stare con lo zoppo… si sa. Non dico che il tutto sia volontario, anzi, la maggior parte delle volte è inconscio. Se vi fa star bene e non avete rimorsi fate pure come vi pare, ma non azzoppate ancora di più chi vi sta intorno, per favore.

ATTENZIONE: Il post che segue è un mio sfogo personale, non intendo accendere flame nè offendere persona alcuna, tuttavia potrei lasciarmi andare coi toni e risultare offensivo. Prendete tutto come una considerazione soggettiva dell’argomento, non vi voglio imporre il mio parere e non voglio che voi m’imponiate il vostro, grazie comunque per l’offerta.

Forse questo avviso andava all’inizio…


¹ Questa l’ho messa giù contorta ma nella mia mente un senso ce l’ha.

Written by RikyM

Novembre 15th, 2007 at 2:22 am

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Il mio confronto 2.0

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Parte che non centra nulla con l’articolo e che potete tranquillamente saltare
Ultimamente ho tralasciato questo blog e non solo e non posso tornare senza neanche una premessa, un piccolo messaggio a voi lettori.

Ho visto che qualcuno è passato comunque di qui e che sono stati letti articoli che avevo scritto in precedenza. La cosa mi fa piacere e, sebbene non abbia mai raggiunto un numero considerevole di lettori, mi incoraggia a scrivere. Non scrivo puramente per voi ma non avessi un pubblico questo blog non avrebbe ragione di esistere. Per citare Tiziano Sclavi in un’intervista rilasciata a Repubblica il 30 Giugno 2002 (trovate il testo di questa e di altre interviste su Craven Road n°7):

Sono balle quando qualcuno dice che lo scrittore scrive per se stesso. Quelli che tengono le loro opere nel cassetto non vedono l’ora di essere pubblicati postumi.

Articolo

I commenti
Il cosìddetto web 2.0 ha reso più facile anche in rete un elemento di crescita indispensabile nel mondo che fino a poco tempo fa era quello reale: il mondo dell’off line. Questo elemento di crescita è il confronto. Spero di non dover dimostrare che il confronto aiuta e stimola la crescita e l’evoluzione.

Come avvenga il confronto per chi è avvezzo di internet non dovrebbe essere difficile da immaginare: forum, chat, blog… ci sono persino guerre fra blog (vedi alla voce: Testina fan club). Per questo articolo voglio limitare la discussione ai blog, visto che è l’ambiente dove tutti noi ci troviamo attualmente, più in particolare ai commenti dei blog.

Ora, visto che so che qui ci passa anche qualche blogger vi pongo una questione: come comportarsi coi commenti fuorvianti, provocatori o comunque non graditi?

L’interazione col lettore
Nei blog il lettore non è un lettore passivo come avvviene nei giornali, nelle riviste, ma anche alla tv (anche se lì non è neanche più lettore): egli scrive, interagisce con l’autore e può costruire un rapporto con lui. Questa è la potenza di internet signori: la comunicazione. Perchè è nata internet? Perchè sono nate le reti informatiche in generale? Per comunicare.

Nei blog in particolare la comunicazione non è unilaterale, non va solo da autore a lettore, ma anche il lettore invia messaggi all’autore. Lo so: è la scoperta dell’acqua calda, ma c’è chi esalta la potenza del web e poi usa un blog esattamente come un settimanale, fregandosene altamente dei commenti. Ipocrisia? Demagogia? Non giudicherò ciò in questa sede, dico solo che i commenti esistono e se non si ha intenzione di utilizzarli è inutile lasciarli aperti.

La libertà di parola
Ci sono blogger che sostengono fermamente che i commenti non andrebbero toccati, se non nel caso di evidente spam, anche se totalmente fuori tema o opera di presunti troll. Un ragionamento che può portare a tale scelta può essere la volontà di rispettare la libertà di parola di tutti. In realtà se non si sa rispondere bene alle repliche dei lettori questo può portare ad uno sviamento radicale dal discorso principale o a flame accesi, col risultato che chi ha qualcosa d’intelligente da dire o se lo tiene per sè o viene ignorato. Personalmente non vedo altri motivi per cui si debbano lasciare tutti i commenti intatti per principio, se ne avete qualcuno segnalatelo pure.

Moderazione preventiva
Dopo la chiusura dei commenti è, a mio avviso, la forma più restrittiva di moderazione. Si considera ogni utente un potenziale spammatoreninja pronto ad insinuarsi silentemente nel nostro spazio web vitale e riempirlo di idiozie varie. Per ciò lo si blocca subito e si permette la pubblicazione di quello che scrive solo dopo che lo si è esaminato per bene. Ovviamente questo è fattibile solo se c’è abbastanza tempo, se no i commenti restano di fatto chiusi. Utile se in molti ci vogliono male, anche se io lo ritengo decisamente scomodo.

Moderazione a posteriori
Credo che sia la più diffusa, quindi non mi dilungherò molto: i commenti vengono pubblicati tutti indiscriminatamente (in realtà ci sono filtri anti-spam, ma non complichiamoci la vita) e solo in seguito vengono eliminati quelli indesiderati. Richiede un impegno minore rispetto al blocco preventivo, ma espone a qualche rischio in più (nella maggior parte dei casi largamente accettabile).

Vi dico la mia
Come in molte cose non esiste una soluzione standard: ogni tecnica di moderazione si adatta ad autori e situazioni diversi. Tuttavia se scegliete una linea operativa seguitela, non vantatevi di essere buoni perchè avete il blog più letto d’Italia dove la gente discute democraticamente con un fottìo di commenti quando la maggior parte di questi è pura spazzatura e probabilmente non la leggete nemmeno.

A proposito del blog più seguito d’Italia vi rimando ad un articolo di Globali (ho letto solo questo articolo di questo blog, quindi non garantisco nulla): Blog di Grillo: ma è vero confronto?.

Non è finita
In realtà ci sarebbe altro da discutere sui commenti: quanta tolleranza usare nel lasciar spaziare gli argomenti? Eliminare o no i commenti scomodi? Bannare dai commenti un determinato utente è bene o male? Permettere commenti anonimi vuol dire far degenerare ogni discussione? Per ora lascio stare questi aspetti, magari in futuro… ma probabilmente mi scorderò.

Ora commentate
Ho parlato scritto fin’ora di commenti, ora commentate. Il discorso non si è sviluppato molto nell’articolo: vorrei che si sviluppasse maggiormente nei commenti, anche con confronti fra posizioni diverse. Voi quale tecnica preferite? Perchè? Cosa ne pensate? Qual’è il vostro horror preferito¹? Insomma, avrete qualcosa da dire.


¹ Se non ricordo male lo chiedeva l’assassino di Scream.

Written by RikyM

Ottobre 28th, 2007 at 1:05 am

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La mia assenza

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Volevo evitare di scrivere articoli come questo, ma lo scrivo comunque, giusto per riprendere confidenza con la tastiera.

Ultimamente il blog non è stato aggiornato, non so se l’avete notato, se non l’avete notato ve lo dico io ora. Le motivazioni sono le solite, mancanza di tempo, di voglia, d’ispirazione, di idee… no, di idee no: una o due di quelle ce le ho da parte e ho in programma di metterle per iscritto qui.

Ora, se non mi va di scrivere a voi che ve frega? Nulla. Semplicemente non volevo perdere il contatto col blog.

Per il mio Socio non chiedete a me, potrei sapere qualcosa, ma ancora non mi paga come avvocato.

Scusate l’articolo scarno, ma è quello che mi viene al momento, spero di recuperare coi prossimi. A presto sui vostri schermi.

Written by RikyM

Ottobre 18th, 2007 at 11:03 pm

La sua barzelletta

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Ok, mettiamo in chiaro una cosa: questo blog non è una raccolta di barzellette, ma quella segnalata da iLLusion è davvero la migior barzelletta sulle bionde che circoli su internet.

Ve la segnalo perchè ormai è un morbo che si sta espandendo per la rete a vista d’occhio.

Written by RikyM

Ottobre 3rd, 2007 at 6:27 pm

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Il mio navigatore

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Prologo
Questo è un articolo scritto in quattro e quattro nove, cioè di fretta e senza stare a fare i conti per bene. Non sarà scritto in modo eccellente (come tutti gli articoli a onor del vero) e non sarà neanche curato nei dettagli.

Volevo solo porvi una domanda che mi sorge spontanea quando vado a modificare un foglio di stile per sistemare il rendering su broswer diversi. Questa è una cosa che, quando posso, evito di fare, ma che a volte risulta indispensabile.

Una risposta alla domanda io me la sono data, non ve la dico per non condizionarvi, ora voglio sapere cosa ne pensate voi.

Le premesse
Se avete mai provato a costruire una pagina web decente sicuramente vi sarete scontrati contro un problema con cui ogni buon webmaster deve prima o poi deve fare i conti: ogni broswer ha un rendering tutto suo, cioè interpreta il codice della pagina in modo assolutamente arbitrario.

Questo comportamento non è affatto casuale: quando un programma di navigazione diventa abbastanza popolare infatti i webmaster sviluppano le loro pagine seguendo la sua interpretazione. Ovviamente questo preclude agli altri programmi la possibilità di visualizzare bene i vari siti. Le conseguenze sono che il programma che interpreta il codice come vuole viene considerato il migliore e gli altri se ne stanno in un angolino.

Non tutti sanno che esistono degli standard che danno indicazioni abbastanza precise su come dev’essere scritto il codice della pagina web e come dev’essere interpretato. Questi standard vengono stabiliti dal W3C. Non so esattamente come sia strutturato il W3C e non è materia di questo articolo, ma se volete approfondire l’argomento il sito ufficiale è un buon punto di partenza.

Ora, con l’evolversi di Internet, si sono evoluti anche i mezzi per creare le pagine web e anche un totale ignorante in materia può farlo. Questo grazie ad editor grafici e servizi on-line. Peccato che questi programmi e/o servizi generino codice che non segue gli standard, riempiendo la rete di siti di difficile interpretazione. Inoltre a volte anche chi sviluppa siti web per professione sembra ignorare standard e leggi. Famoso è il caso di italia.it (il link non lo metto per scelta), commissionato dal governo italiano per 45 milioni di € e sviluppato contro le leggi italiane che impongono un certo livello di accessibilità ai siti di enti pubblici.

La domanda
Detto questo, introduciamo una metafora. I broswer sono, come dice la parola stessa, i navigatori, Internet è il mare in cui si muovono e l’interpretazione delle pagine è l’interpretazione delle mappe nautiche. Possiamo accettare come buona la metafora? Ok, la domanda non era questa.

Mondo di Omero

Ovviamente il mare lo modelliamo noi, scrivendo codice (x)html, css, php et cetera. Questo non è molto realistico ma è così che funziona: siamo gli dei di Internet. Le carte nautiche le fa il W3C. Come interpretare queste carte lo decidono gli sviluppatori dei broswer.

Ora il mio dubbio è: è il mare che si deve adattare a chi naviga o è chi naviga che deve sapersi muovere nel mare e saper interpretare le mappe?


Dimenticavo: l’immagine è di dominio pubblico.

Written by RikyM

Ottobre 2nd, 2007 at 11:29 pm

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La mia pirateria

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Intervengo senza interpellazione alcuna in questo discorso perchè era mia intenzione trattare l’argomento prima o poi.

Pirata

Premessa
Il tutto nasce con un intervento di iLLusion. Confesso di non aver mai letto il suo blog, ma credo che finirà presto nella lista di blog che leggo periodicamente. Nel suo articolo iLLusion afferma che la pirateria informatica danneggia il Software libero e aperto.

Al che Kijio ha pensato di rispondere esprimendo il suo parere. Questi dice di schierarsi contro Ubuntista (che ha espresso il suo appoggio a iLLusion n.d.R.) ed illusionblog, ma in realtà a me il suo non sembra tanto un attacco personale quanto un’espressione del suo punto di vista sulla questione.

Quello su cui tutti concordano
I due articoli hanno comunque un punto in comune: entrambi condannano la pirateria. Io mi limito a ricordarvi che la pirateria è un reato e che ignorantia legis non excusat.

Il mio parere
Io mi trovo ad essere daccordo più con iLLusion che con Kijio, la pirateria danneggia infatti, seppur in modo indiretto il Software libero e aperto. Se nessuno in passato avesse piratato delle copie di Microsoft Office, il formato .doc non si sarebbe imposto come standard de facto con una facilità disarmante come è invece accaduto e gli utenti non sarebbero costretti ad usare quel determinato programma. Ora, questo va sì contro il FOSS, ma, cosa ancor più grave, elimina la nostra libertà di scelta.

Ovviamente ho usato l’esempio di MS Office, ma il discorso, come sempre, si può allargare in ogni campo. La libertà di scelta è inoltre limita anche dai DRM, ma questo sarà argomento di un altro articolo.

Dunque piratare programmi danneggia il FOSS perchè ne limita la diffusione? Anche, ma non solo. Il discorso è più profondo e trascinde la questione della diffusione e dell’uso di determinati programmi. Il software libero e aperto si basa infatti sulla conoscenza e quello chiuso, proprietario, trae forza dall’ignoranza. Ora, a me non importa se questo è l’anno di GNU/Linux che quindi si diffonderà su tutti i Desktop del mondo o meno. Quel che più mi preme è che le persone che ho in torno non mi mettano in condizione di vivere nel rispetto delle mie libertà, dei miei diritti e dei miei doveri (discorso utopico, ma che ci volete fare). Perchè ciò accada bisogna andare oltre l’ignoranza e tentare di affrontare ogni cosa con una mentalità aperta e usare programmi piratati è indice di ignoranza. Perchè dovrei usare illegalmente un programma che limita le mie libertà e che mi spia (sempre per usare lo stesso esempio MS Word) quando posso averne uno equivalente nel pieno rispetto di me e della legge?

Ovviamente la questione è diversa là dove non esistono programmi liberi o aperti equivalenti a quelli proprietari. Anche in questi casi comunque la pirateria ha i suoi lati negativi: limita il numero di richieste e quindi l’attenzione dei potenziali programmatori nei confronti di quelle che vengono definite alternative libere.

Il titolo stesso dell’articolo di Kijio di cui parlavo all’inizio suggerisce una certa paura dell’ignoranza diffusa. L’ignoranza che spinge i giornalai (mai definizione fu più azzeccata) a confondere gli hacker con i pirati informatici, condannandoli e dando un’accezione negativa al termine stesso.

L’unica soluzione alla pirateria non è secondo me vendere a prezzi più bassi come dice Kijio. Certo il suo ragionamento non è del tutto sbagliato, abbassare i prezzi aiuterebbe molto, ma secondo me c’è un’altra condizione necessaria per la drastica riduzione della pirateria: la conoscenza.

Morale
Non dovete piratare, perchè piratare è male m’pito?

Seriamente, diffondete quel poco di conoscenza che avete e tentate di imparare da tutto: l’ignoranza è una brutta bestia.

Momento di autocelebrazione felipesca
L’articolo di Kijio termina con la seguente frase:

Ripeto, comprare, non concedere in uso!

Credo di aver scritto qualcosa in proposito…

Licenza dell’immagine
L’immagine del pirata, come indicato qui è di dominio pubblico inquanto il copyright su di essa è scaduto.

Written by RikyM

Settembre 25th, 2007 at 9:58 pm

Il mio falso acquisto

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Arrivi a casa fiero, col tuo bello scatolone in mano. Hai appena comprato un computer nuovo. Hai appena comprato un nuovo Windows. Dev’essere potente: ha 250 GB di memoria e sulla scatola con tutti gli spinotti c’è un adesivo con scritto “Designed for Windows Vista”. Il commesso ti ha assicurato che sul computer è preinstallato Vista, l’ultimo sistema operativo! Quello con tutti i nuovi effetti grafici strafichi! Che gentile che è stato a dartelo gratis. Certo è anche logico: senza il sistema operativo il computer non va, non può vendertelo senza, non avrebbe senso. Comunque è stato davvero carino e premuroso… o no?

Un paio di miti da sfatare
No, non i famosi 10 falsi miti su Vista, che tanto falsi non sono (notate che ho linkato la pagina ma non ne condivido i contenuti), bensì altri miti ben più diffusi e ben più inesatti.

Innanzi tutto gli effetti grafici di Vista tanto nuovi non sono: esistono già da anni progetti ben più spettacolari e utili sviluppati dalla comunità del FOSS e dalla Apple, per esempio il celebre Compiz (ora Compiz Fusion) o l’ormai ufficialmente defunto Beryl. Tuttavia questo è abbastanza noto e non sto a scriverci un articolo, anche perchè la soap opera di Compiz è trattata da molti blog.

In secondo luogo per molti usare un computer equivale a dire usare Windows. Permettetemi di dire che non è così: si può usare un computer anche senza Windows. Esistono molti sistemi operativi definiti (a mio avviso in modo improprio) alternativi a Windows come i Mac, che hanno una piccola ma significativa porzione di mercato, Gnu/Linux o le varie BSD. Certo, Windows è il SO più diffuso, ma non è l’unico. Questa era una mia precisazione, spero comunque che chi sappia almeno cosa sia un computer sappia che non è Windows… lasciatemi almeno sperare…

Quello che ben pochi sanno, per ignoranza o per convenienza è invece che le copie di Windows non si comprano. Certo, si piratano direte voi… no: non è quello che intendevo. Le copie di Windows che voi pagate, e le pagate anche quando ve le regalano col computer, perchè ve le fanno pagare insieme al computer stesso, solo che non ve lo dicono, non le acquistate. Voi pagate e usate un programma che non è vostro!

Ora, io penso che la gente, i famosi utenti medi, che forse siete proprio voi (e forse sono anch’io), non si renda conto di cosa questo voglia dire. Apriamo un po’ gli occhi, magari gustiamoci le spesse fette di salame che ci ritroviamo sopra, e, dopo il ruttino naturalmente, vediamo un po’ di capire cosa comporta usare dei programmi che non ci appartengono.

Limitazione della libertà di utilizzo
Richard M. Stallman, fondatore della Free Software Foundation, ha individuato quattro libertà che un programma deve avere per essere considerato libero:

  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

Un programma che vi viene concesso in licenza da altri, un cosìddetto software proprietario, non rispetta alcuna di queste quattro libertà. Programmi di questo tipo vengono infatti concessi in licenza a patto che la persona a cui viene concesso, solo lei, ne faccia solamente alcuni utilizzi. È come avere una Maserati e poterla usare solo per andare dal panettiere e tornare.

Chi comanda qui?
Se il sistema che gestisce il computer è di un altro, per esempio della Microsoft o della Apple, e il computer è vostro, chi comanda sulla macchina? Non illudetevi, non si fa un 50% a testa, comanda tutto Microsoft o Apple. Non avrete preso in considerazione l’idea di comandare voi, vero? Illusi.

Ma cosa importa a Mr. Gates, Mr. Ballmer o a Mr. Jobs di comandare sulla macchina di ogni utente? Avranno le loro cose a cui pensare. Certo, ce le hanno: negli Stati Uniti le chiamano $$$, qui da noi €€€. Infatti imponendo lucchetti digitali (i famosi DRM), cambiando i formati di scrittura (ve la butto lì: usate l’open document, col tempo capirete perchè) e modificando qua e là riescono a scucirvi sempre qualcosina.

La maggior parte delle volte le modifiche apportate ai vostri programmi sono latenti e non si sa cosa facciano, vedi gli aggiornamenti segreti di Windows.

Parole, parole, parole… ma alla fine che me frega?
Non so a voi, ma a me l’idea che la totale gestione del mio computer sia in mano ad altri non piace per nulla. Quando non riuscirete a riprodurre un film regolarmente acquistato, a vedere le foto dei vostri nipotini di qualche anno fa, a leggere i documenti scritti un anno fa perchè nel vostro sistema operativo sono spuntati magicamente come funghetti dei lucchetti e dovrete regalare soldi ai Signori del mercato per tentare di fare tutto questo, forse la domanda non vi sorgerà tanto spontanea.

Per quei pochi a cui importa ancora vi ricordo anche che c’è chi ha imposto i propri formati come standard di fatto per obbligare gli utenti poi a comprare i suoi programmi o servizi (vedi Microsoft e Skype) e questa è una grossa limitazione alla nostra libertà di scelta.

Ovviamente quel che è scritto qui è niente in confronto a tutto ciò che si potrebbe dire sull’argomento, ma la vita del blog è ancora lunga (si spera), quindi chissà, magari un giorno ci saranno approfondimenti al tema…

Morale della favola
Nessuna morale, solo un consiglio per ora: leggete bene i contratti che sottoscrivete quando installate un programma, non cliccate semplicemente su “Avanti”.

P.S. Ho parlato in particolare di Windows, ma ci sarebbe un discorso simile da fare su tutto il software proprietario in generale.

Written by RikyM

Settembre 17th, 2007 at 9:39 pm

La mia libertà di chiamata

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Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un PC con Kubuntu) WengoPhone, programma del progetto OpenWengo e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) “…ma perchè skype nn va + bene?”. Domanda legittima: già in precedenza avevamo parlato con Skype. Risposta: Skype non è mai andato bene. Perchè? No, non solo perchè tratta male i poveri utenti Linux con versioni menomate delle parenti per Windows e Mac, ma anche e soprattutto per altri motivi.

Uno strumento caro a Moggi...

Cercando su google si trova una bella spiegazione di Enrico Rubboli, che potete trovare qui, sul perchè non bisogna utilizzare Skype. La spiegazione di Rubboli tuttavia non mi aggradava, non è abbastanza catastrofica, quindi ne ho cercate altre. Sembra che nessun altro che parli italiano si sia posto il problema. Ho continuato a cercare… insomma per farla breve ho trovato un bell’articolo in spagnolo tradotto in inglese. Stanotte non riuscivo a dormire quindi mi sono improvvisato traduttore e ho tradotto la versione inglese in italiano per voi.

Il mio inglese non è il massimo: quello che non ho studiato a scuola. Se ci sono errori (su un paio di cose non sono tanto sicuro) avvisatemi pure nei commenti.

Questo è un blog sul FOSS quindi non dovrei parlare troppo di programmi proprietari.
L’unico problema non è tanto che Skype sia proprietario (sebbene lo sia), la vera questione è che usa un protocollo chiuso e proprietario. Ora, cosa significa questo? Significa che gli utenti di Skype possono comunicare solo con… beh, gli altri utenti Skype.

Qual’è la fregatura?
Prova ad applicare questo concetto alle vere compagnie telefoniche, diciamo che tu sei un utente Verizon e vuoi chiamare un amico che è utente di un’altra compagnia diversa da Verizon, cosa succederebbe? Il tuo amico dovrebbe comprare un telefono speciale da Verizon o diventare un loro utente per poter comunicare con te. Irritante vero?
Nel mondo del software, programmi che usano standard liberi e aperti come SIP possono comunicare con programmi diversi, questo è impossibile con Skype.

Che importa? Scaricare Skype non mi costa niente!
Magari per ora hai ragione ma cosa succederebbe se Skype avesse quasi tutti gli utenti VoIP e tutti i telefoni VoIP fossero compatibili solo con Skype? Skype potrebbe decidere di far pagare troppo per la licenza del proprio hardware e trasformare il programma gratuito che conosciamo oggi in un servizio a pagamento!
Questo viene chiamato Vendor lock-in, è una pratica comune fra i produttori di software. Esso consiste nell’ingannare gli utenti fornendo un servizio gratuito per poi far pagare prezzi ingiusti una volta che questo è diventato uno standard perchè è più faticoso abbandonare uno standard di fatto vedi questo articolo di wikipedia sul problema (il Vendor lock-in è quello che fa Microsoft con le sue API e Franhofer con l’MP3).
Soprattutto lasciare i mezzi di comunicazione nelle mani di un solo ente è anti-democratico specialmente quando questo ente usa un protocollo segreto che può essere controllato solo dall’ente stesso (una compagnia guidata dal profitto). Sei daccordo col perdere la tua libertà e la tua privacy per un po’ di comodità data da Skype? La tua libertà vale così poco?

Che importa? Semplicemente smetto di usare Skype e inizio ad utilizzare un’alternativa gratuita!
Guarda cos’è successo nel mondo dell’ufficio. OpenOffice e GNU/Linux sono liberi e gratuiti e nessuno sta cambiando o per lo meno il cambiamento è molto lento. Questo perchè? Cambiare tecnologia nelle aziende è costoso specialmente quando avviene nell’hardware (pensa a tutti quei telefoni compatibili con Skype in cui ha investito il tuo capo…). Quindi usare Skype ora è come prendere una dipendenza da una brutta droga, sarà duro e faticoso smettere di usarlo anche se il venditore deciderà di imporrti prezzi ingiusti. Usare Skype ora sta mettendo il tuo futuro nelle mani di Ebay Inc e Skype Corp.

Ok sono piuttosto convinto :) Come posso evitare tutto questo?
Semplicemente non usare Skype o smetti di usarlo ORA. Ci sono molte alternative che usano protocolli standard come SIP e AIX. Parla ai tuoi amici delle alternative. Questo è un blog sulle alternative Free e Open Source quindi io ti parlo di questa alternativa.

Spero che quest’articolo ti aiuterà ad affrontare il passaggio al mondo libero del VoIP :)

Qui il testo originale in spagnolo e qui quello in inglese che ho tradotto io.


Ora se volete parlarmi non cercatemi su skype. :)

P.S. L’autore dell’articolo originale non ha lasciato nel suo blog un recapito a cui contattarlo, quindi mi sa che verrà a conoscenza di questa traduzione solo se il suo blog supporta il track-back. Non me ne voglia. Ho commentato l’articolo originale (in un inglese zoppicante) per avvertire l’autore della traduzione. Qui le cose si fanno per bene… o quasi.

Written by RikyM

Settembre 5th, 2007 at 4:14 am