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	<title>L'ennesimo punto di vista &#187; P2P</title>
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	<description>L'ennesimo punto di vista del mondo: il nostro.</description>
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		<title>MUTE: il P2P veramente anonimo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 22:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza & anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[Anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[File sharing]]></category>
		<category><![CDATA[MUTE]]></category>
		<category><![CDATA[P2P]]></category>

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		<description><![CDATA[
Attenzione
In questo articolo parlo di un programma di condivisione di file e faccio riferimenti alla condivisione di file coperti da copyright. Con ciò non voglio istigare nessuno a commettere azioni simili. Ricordo che le opere la cui condivisione non è permessa dall&#8217;autore per legge non si possono condividere. Declino pertanto ogni responsabilità. Vi illustro questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="nota">
<div class="nota-type">Attenzione</div>
<p>In questo articolo parlo di un programma di condivisione di file e faccio riferimenti alla condivisione di file coperti da copyright. Con ciò non voglio istigare nessuno a commettere azioni simili. Ricordo che le opere la cui condivisione non è permessa dall&#8217;autore per legge non si possono condividere. Declino pertanto ogni responsabilità. Vi illustro questo programma solo perchè ritengo interessanti gli sviluppi che potrebbe avere e perchè se voglio condividere delle opere la cui diffusione è lecita, non vedo perchè dovrei render conto di questo al mondo intero. Usate il tutto secondo vostra coscienza.</p></div>
<h3>Introduzione</h3>
<p>La condivisione di file tramite reti <abbr title="Peer to Peer">P2P</abbr> è al giorno d&#8217;oggi una pratica molto diffusa. A volte mi chiedo quanto questo avvenga in modo consapevole da parte degli utenti e soprattutto quanto questi siano consapevoli del fatto che condividere opere coperte da copyright in questo modo è reato. Certo, lo sappiamo tutti: è reato, ci sono delle leggi, c&#8217;è anche un&#8217;inquietante campagna pubblicitaria in proposito. Lo sappiamo&#8230; ma quanti di voi sentono di compiere un reato scaricando una file protetto dai diritti d&#8217;autore?</p>
<p>Ci sono stati diversi casi in cui delle persone, gente comune, gente come potrebbe essere il tuo salumiere, come potrebbe essere il tuo vicino di casa, come potresti essere tu, sono stati condannati dalla legge per aver condiviso file illegalmente. L&#8217;opinione pubblica non prende mai bene queste notizie, sarà che ci si immedesima un po&#8217; tutti nella povera vittima. Fatto sta che, al posto di agire da deterrente, queste condanne incoraggiano lo sviluppo di tecniche di criptazione, camuffamento e &#8220;protezione&#8221; sempre più avanzate. In giro per la rete è pieno di liste sicure di server, filtri e pozioni magiche. Tuttavia questi sono il tentativo di rendere anonimo un sistema che non è stato progettato per essere tale e quindi l&#8217;efficacia di questi rimedi non è un gran che. Per ottenere risultati veramente apprezzabili bisogna cambiare approccio: è quello che stanno facendo gli sviluppatori di MUTE.</p>
<p><img title="Il logo di MUTE" src="http://ennesimo.netsons.org/wp-content/uploads/2008/11/logo.png" alt="Logo di MUTE" /></p>
<p><span id="more-11"></span><br />
<h3>Il problema della privacy</h3>
<p>Ok, non scenderò molto nei dettagli nella spiegazione, più che altro perchè non li conosco bene neanche io. Basti sapere che, semplificando molto, ma molto le cose, non me ne abbiano gli esperti, i principali ostacoli da superare per ottenere l&#8217;anonimato in rete sono due: l&#8217;identificazione di un computer con un unico indirizzo <abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> e la possibilità di <em>sniffare</em> i dati che escono ed entrano in un computer.</p>
<p>L&#8217;<abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> non è certo stato inventato per schedare tutte le persone che si connettono ad internet, bensì per permettere a tutti di comunicare con tutti. Questo altro non è che un numero identificativo di un computer (nodo) nella rete. L&#8217;assegnazione di un determinato <abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> ad una macchina piuttosto che ad un&#8217;altra è definito da regole ben precise ed è sempre possibile risalire ad un computer (e quindi ad una persona) partendo da esso.</p>
<p>I dati che un computer scambia con l&#8217;esterno sono facilmente rintracciabili con appositi programmi, chiamati <em>sniffer</em>. Questo può tornare utile per studiare la sicurezza di una macchina, ma non penso ci sia bisogno di dire come possa compromettere il nostro anonimato.</p>
<h3>Una possibile soluzione: la darknet</h3>
<p>Per ovviare a questi due problemi gli sviluppatori di MUTE hanno creato una darknet, cioè hanno ritagliato una rete all&#8217;interno di internet. In questa rete i nodi non sono identificati dall&#8217;<abbr title="Internet Protocol">IP</abbr> che hanno all&#8217;esterno, ma da un altro numero di identificazione ad esso non direttamente conducibile generato in modo casuale alla connessione.</p>
<p>Per difendersi dagli <em>sniffer</em> è stato adottato un sistema di crittografia <em>point-to-point</em>. Questo vuol dire che i dati vengono cifrati con una chiave diversa ad ogni passaggio nodo -&gt; nodo. Chiariamo meglio con un esempio. Il nodo <span style="color: #ff6600;">A</span> deve mandare dei dati al nodo <span style="color: #ff6600;">C</span>, ma non è direttamente collegato a questo, quindi deve per forza far passare i dati per il nodo <span style="color: #ff6600;">B</span>. <span style="color: #ff6600;">A</span> cifra i dati e li manda a <span style="color: #ff6600;">B</span>, <span style="color: #ff6600;">B</span> li decifra, li cifra con una chiave diversa e li manda a <span style="color: #ff6600;">C</span> che li decifrerà a sua volta. Così i dati quando passano da un nodo all&#8217;altro sono sempre cifrati e un osservatore esterno dovrebbe riuscire a decifrarli tutti in breve tempo per carpire delle informazioni, che in ogni caso non è detto che siano significative.</p>
<p>Appare tuttavia evidente che in questo modo ogni nodo può controllare quali dati passano attraverso se stesso e può sembrare più sicuro un sistema di cifratura <em>end-to-end</em>, cioè coi dati che vengono cifrati da <span style="color: #ff6600;">A</span>, fanno il loro bel percorso senza essere letti da nessuno e vengono decifrati solo da <span style="color: #ff6600;">C</span>. Certo, questo è più sicuro, ma MUTE si propone di mantenere l&#8217;anonimato e con un sistema <em>end-to-end</em> è facile capire chi è la fonte dei dati e a chi li manda. Col sistema adottato da MUTE ciò è praticamente impossibile.</p>
<h3>C&#8217;è un pacco da consegnare per&#8230; boh!</h3>
<p>Abbiamo visto che per un osservatore esterno alla rete è difficile, quasi impossibile, ottenere informazioni utili, ma se l&#8217;osservatore fosse all&#8217;interno? Gli sviluppatori han pensato anche a questo.</p>
<p>Quando un nodo deve inviare una richiesta di dati (questo avviene per esempio quando si effettua una ricerca o si richiede un file per il download) la invia a tutti i nodi a cui è collegato (solitamente 5). Ognuno di questi nodi terrà conto di chi gli ha inviato la richiesta e la inoltrerà agli altri nodi a cui è connesso. Se qualcuno volesse rispondere alla richiesta di dati basta che invii la risposta al nodo da cui gli è pervenuta, che a sua volta rimanderà i dati a quello attraverso il quale gli è arrivata la richiesta. Vi siete persi? Un esempio renderà tutto più chiaro.</p>
<p>Prendiamo 4 nodi <span style="color: #ff6600;">A</span>, <span style="color: #ff6600;">B</span>, <span style="color: #ff6600;">C</span> e <span style="color: #ff6600;">D</span>. Scusate la scarsa fantasia per i nomi. <span style="color: #ff6600;">A</span> è connesso a <span style="color: #ff6600;">B</span>, che a sua volta è collegato a <span style="color: #ff6600;">C</span>, collegato a <span style="color: #ff6600;">D</span>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;">A</span> -&gt; <span style="color: #ff6600;">B</span> -&gt; <span style="color: #ff6600;">C</span> -&gt; <span style="color: #ff6600;">D</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">A</span> invia una richiesta di dati che sono in possesso di <span style="color: #ff6600;">D</span> (per esempio vuole scaricare un file di <span style="color: #ff6600;">D</span>). <span style="color: #ff6600;">A</span> invia la richiesta a tutti i nodi che vede, fra cui <span style="color: #ff6600;">B</span>. <span style="color: #ff6600;">B</span> registra che la richiesta gli arriva da <span style="color: #ff6600;">A</span> e la inoltra a tutti, fra cui <span style="color: #ff6600;">C</span>. <span style="color: #ff6600;">C</span> vede una richiesta proveniente da <span style="color: #ff6600;">B</span> e la inoltra a tutti quelli a cui è connesso. Fra questi c&#8217;è <span style="color: #ff6600;">D</span> che risponde al nodo per cui gli è arrivata la richiesta, cioè <span style="color: #ff6600;">C</span>. <span style="color: #ff6600;">C</span> ha registrato che la richiesta arrivava da <span style="color: #ff6600;">B</span> e gli invia i dati, <span style="color: #ff6600;">B</span> li manderà ad <span style="color: #ff6600;">A</span>. <span style="color: #ff6600;">A</span> sarà contento.</p>
<p>Fermiamoci un attimo a ragionarci su. Ciascun nodo vede arrivare richieste da un altro, ma non può sapere se è effettivamente quel nodo a volere i dati o sta solo rimbalzando una richiesta altrui. <span style="color: #ff6600;">C</span> non sa che <span style="color: #ff6600;">B</span> sta inoltrando una richiesta di <span style="color: #ff6600;">A</span> e <span style="color: #ff6600;">B</span> non sa che <span style="color: #ff6600;">A</span> è l&#8217;origine di tutto. Lo stesso discorso delle richieste si può applicare alle risposte. In questo modo non si può sapere chi richiede i dati e chi li invia.</p>
<p>Se c&#8217;è qualcosa di poco chiaro non abbiate paura di avanzare richieste di chiarimenti nel commenti, le rimbalzerò a tutti i nodi e qualcuno risponderà.</p>
<h3>Ma qui non c&#8217;è nulla!</h3>
<p>Spero di esser riuscito a farvi venir voglia di provare questo modo di condividere i file in maniera anonima. Fra poche righe vi segnalerò una guida per installarlo su Linux (per Windows e Mac ci sono degli eseguibili, quindi non servono guide&#8230; spero), ma prima vi devo avvertire: il programma è in fase <em>aplha</em> e mancano funzioni ritenute fondamentali nei programmi di condivisione odierni, come la possibilità di scaricare lo stesso file da più fonti o quella di riprendere uno scaricamento dopo averlo interrotto. Inoltre gli sviluppatori han deciso di non perder tempo con la grafica fin che ci son cose più importanti da fare e il risultato non è il massimo dell&#8217;estetica. Insomma, potreste rimaner delusi, ma il lavoro è appena iniziato e le premesse perchè esca qualcosa di buono ci son tutte. Vedremo i futuri sviluppi.</p>
<p><span style="text-decoration: line-through;">Per installare il programma sulla mia <em>Kubuntu 7.10</em> io ho seguito <a title="Guida installazione MUTE" href="http://www.ifreeapp.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=54&amp;Itemid=9">questa guida</a>. Non so se sia la migliore, ma funziona, ho dovuto solo cambiare due comandi. Dove c&#8217;è scritto di usare <code>which wxconfig</code> in realtà bisogna dare il comando <code>which wx-config</code>La directory e il file che nella guida vengono chiamati <em>MUTE_GUI_filesharing</em> e <em>filesharingMUTE </em>in realtà sono <em>MUTE_GUI_fileSharing</em> e <em>fileSharingMUTE</em>, con la &#8220;s&#8221; maiuscola.</span></p>
<div class="nota"><strong>Aggiornamento (27.07.2008):</strong> All&#8217;indirizzo indicato non c&#8217;è più la guida all&#8217;installazione di MUTE, bensì un&#8217;altra pagina.</div>
<h3>Note tecniche e link utili</h3>
<p>Il programma è multi-piattaforma, sotto licenza <abbr title="Gnu's Not Unix">Gnu</abbr> <abbr title="General Public License">GPL</abbr>.<br />
Sito ufficiale: <a title="Simple, Anonymous File Sharing" href="http://mute-net.sourceforge.net/">http://mute-net.sourceforge.net/</a><br />
Traduzione in italiano: <a title="MUTE in italiano" href="http://www.p2psicuro.it/mute/mute_italiano.htm">http://www.p2psicuro.it/mute/mute_italiano.htm</a><br />
Primi passi con MUTE: <a title="Primi passi con MUTE" href="http://www.p2psicuro.it/mute/mute_guida.htm">http://www.p2psicuro.it/mute/mute_guida.htm</a></p>
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		<title>La mia libertà di chiamata</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 02:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[P2P]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un PC con Kubuntu) WengoPhone, programma del progetto OpenWengo e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) &#8220;&#8230;ma perchè skype nn [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un <abbr title="Personal Computer">PC</abbr> con <a title="Sito ufficiale di Kubuntu" href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=kubuntu">Kubuntu</a>) WengoPhone, programma del progetto <a title="Sito ufficiale di OpenWengo" href="http://www.openwengo.org/">OpenWengo</a> e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) <em>&#8220;&#8230;ma perchè skype nn va + bene?&#8221;</em>. Domanda legittima: già in precedenza avevamo parlato con <a title="sito ufficiale di Skype" href="http://www.skype.com/intl/it/">Skype</a>. Risposta: Skype non è mai andato bene. Perchè? No, non solo perchè tratta male i poveri utenti Linux con versioni menomate delle parenti per Windows e Mac, ma anche e soprattutto per altri motivi.</p>
<p style="text-align:center;"><a title="Uno strumento caro a Moggi..." href="http://ennesimo.files.wordpress.com/2007/09/telefon_nordisk_familjebok.png"><img src="http://ennesimo.files.wordpress.com/2007/09/telefon_nordisk_familjebok.thumbnail.png" alt="Uno strumento caro a Moggi..." /></a></p>
<p>Cercando su google si trova una bella spiegazione di <a title="Il blog di Enrico Rubboli" href="http://blog.rubboli.it/">Enrico Rubboli</a>, che potete trovare <a title="Un buon motivo per non utilizzare Skype" href="http://blog.rubboli.it/index.php/2006/05/19/un-buon-motivo-per-non-utilizzare-skype/">qui</a>, sul perchè non bisogna utilizzare Skype. La spiegazione di Rubboli tuttavia non mi aggradava, non è abbastanza catastrofica, quindi ne ho cercate altre. Sembra che nessun altro che parli italiano si sia posto il problema. Ho continuato a cercare&#8230; insomma per farla breve ho trovato un bell&#8217;articolo in spagnolo tradotto in inglese. Stanotte non riuscivo a dormire quindi mi sono improvvisato traduttore e ho tradotto la versione inglese in italiano per voi.</p>
<p>Il mio inglese non è il massimo: quello che <span style="text-decoration: line-through;">non</span> ho studiato a scuola. Se ci sono errori (su un paio di cose non sono tanto sicuro) avvisatemi pure nei commenti.</p>
<blockquote><p>Questo è un blog sul FOSS quindi non dovrei parlare troppo di programmi proprietari.<br />
L&#8217;unico problema non è tanto che Skype sia proprietario (sebbene lo sia), la vera questione è che usa un protocollo chiuso e proprietario. Ora, cosa significa questo? Significa che gli utenti di Skype possono comunicare solo con&#8230; beh, gli altri utenti Skype.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è la fregatura?</strong><br />
Prova ad applicare questo concetto alle vere compagnie telefoniche, diciamo che tu sei un utente Verizon e vuoi chiamare un amico che è utente di un&#8217;altra compagnia diversa da Verizon, cosa succederebbe? Il tuo amico dovrebbe comprare un telefono speciale da Verizon o diventare un loro utente per poter comunicare con te. Irritante vero?<br />
Nel mondo del software, programmi che usano standard liberi e aperti come SIP possono comunicare con programmi diversi, questo è impossibile con Skype.</p>
<p><strong>Che importa? Scaricare Skype non mi costa niente!</strong><br />
Magari per ora hai ragione ma cosa succederebbe se Skype avesse quasi tutti gli utenti VoIP e tutti i telefoni VoIP fossero compatibili solo con Skype? Skype potrebbe decidere di far pagare troppo per la licenza del proprio hardware e trasformare il programma gratuito che conosciamo oggi in un servizio a pagamento!<br />
Questo viene chiamato Vendor lock-in, è una pratica comune fra i produttori di software. Esso consiste nell&#8217;ingannare gli utenti fornendo un servizio gratuito  per poi far pagare prezzi ingiusti una volta che questo è diventato uno standard perchè è più faticoso abbandonare uno standard di fatto vedi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in">questo articolo di wikipedia</a> sul problema (il Vendor lock-in è quello che fa Microsoft con le sue API e Franhofer con l&#8217;MP3).<br />
Soprattutto lasciare i mezzi di comunicazione nelle mani di un solo ente è anti-democratico specialmente quando questo ente usa un protocollo segreto che può essere controllato solo dall&#8217;ente stesso (una compagnia guidata dal profitto). Sei daccordo col perdere la tua libertà e la tua privacy per un po&#8217; di comodità data da Skype? La tua libertà vale così poco?</p>
<p><strong>Che importa? Semplicemente smetto di usare Skype e inizio ad utilizzare un&#8217;alternativa gratuita!</strong><br />
Guarda cos&#8217;è successo nel mondo dell&#8217;ufficio. OpenOffice e GNU/Linux sono liberi e gratuiti e nessuno sta cambiando o per lo meno il cambiamento è molto lento. Questo perchè? Cambiare tecnologia nelle aziende è costoso specialmente quando avviene nell&#8217;hardware (pensa a tutti quei telefoni compatibili con Skype in cui ha investito il tuo capo&#8230;). Quindi usare Skype ora è come prendere una dipendenza da una brutta droga, sarà duro e faticoso smettere di usarlo anche se il venditore deciderà di imporrti prezzi ingiusti. Usare Skype ora sta mettendo il tuo futuro nelle mani di Ebay Inc e Skype Corp.</p>
<p><strong>Ok sono piuttosto convinto <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Come posso evitare tutto questo?</strong><br />
Semplicemente non usare Skype o smetti di usarlo ORA. Ci sono molte alternative che usano protocolli standard come SIP e AIX. Parla ai tuoi amici delle alternative. Questo è un blog sulle alternative Free e Open Source quindi io ti parlo di <a href="http://www.openwengo.com/index.php?yawl[S]=wengo.public.homePage&amp;yawl[K]=wengo.public.download">questa</a> alternativa.</p>
<p>Spero che quest&#8217;articolo ti aiuterà ad affrontare il passaggio al mondo libero del VoIP <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p><a title="Porque NO debe usar Skype!" href="http://librevoz.blogspot.com/2005/12/porque-no-debe-usar-skype.html">Qui</a> il testo originale in spagnolo e <a title="Why thou shall not use Skype!" href="http://fossvoip.blogspot.com/2005/12/why-thou-shall-not-use-skype.html">qui</a> quello in inglese che ho tradotto io.</p>
<hr />Ora se volete parlarmi non cercatemi su skype. <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><abbr title="Post Scriptum" /><abbr title="Post Scriptum" />P.S. <span style="text-decoration: line-through;">L&#8217;autore dell&#8217;articolo originale non ha lasciato nel suo blog un recapito a cui contattarlo, quindi mi sa che verrà a conoscenza di questa traduzione solo se il suo blog supporta il track-back. Non me ne voglia.</span> Ho commentato l&#8217;articolo originale (in un inglese zoppicante) per avvertire l&#8217;autore della traduzione. Qui le cose si fanno per bene&#8230; o quasi.</p>
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