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	<title>L'ennesimo punto di vista &#187; Pubblicità</title>
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	<description>L'ennesimo punto di vista del mondo: il nostro.</description>
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		<title>Pubblicità e profilazione su internet</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 01:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza & anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[FoolDns]]></category>
		<category><![CDATA[Profilazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tempo una notizia per arrivare da Roma a Milano doveva essere trasportata da persone a cavallo e spesso quando arrivava ormai non aveva più valore, poi sono arrivati i treni, gli aerei, i telefoni&#8230; ora c&#8217;è internet. Quant&#8217;è comodo starsene seduti davanti al monitor e ricevere in tempo reale notizie che arrivano dall&#8217;altra parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo una notizia per arrivare da Roma a Milano doveva essere trasportata da persone a cavallo e spesso quando arrivava ormai non aveva più valore, poi sono arrivati i treni, gli aerei, i telefoni&#8230; ora c&#8217;è internet. Quant&#8217;è comodo starsene seduti davanti al monitor e ricevere in tempo reale notizie che arrivano dall&#8217;altra parte del mondo? Non fosse per tutte quelle pubblicità&#8230;</p>
<p>Già, ma se usufruiamo di un servizio gratuito non possiamo mica lamentarci se c&#8217;è qua e là un po&#8217; di pubblicità, no? In fondo quel che non paghiamo di tasca nostra lo <em>paghiamo</em> sorbendoci tutti quei <span xml:lang="en">banner</span> e quei <span xml:lang="en">pop-up</span>. Che male può fare?</p>
<h3>Il problema: la profilazione</h3>
<p><span id="more-179"></span>Il male che può fare la pubblicità su internet è un male poco sentito (direi troppo poco sentito, ma lo direi per tante altre cose) dagli utenti. Il rischio, probabilmente meno astratto di quanto possa sembrare, che corriamo tutti è quello di essere profilati.</p>
<p>Quando navighiamo su internet, infatti, cediamo i nostri dati a destra e a manca per i motivi più disparati e spesso senza un valido motivo. Quando visitiamo un sito, il proprietario dello stesso può vedere chi siamo, quando abbiamo visitato il sito e che percorso abbiamo intrapreso nelle pagine, nonché i programmi che abbiamo utilizzato. Quando facciamo delle ricerche su un motore di ricerca, questo può registrare tutti i termini che abbiamo cercato e trarne statistiche, pensate ad un servizio come la cronologia di Google. Quando mandiamo delle <span xml:lang="en">mail</span>, il fornitore sel servizio può verificare con chi siamo in contatto e, volendo, come fa sempre Google, controllare quello che viene scritto. Infine, per ritornare all&#8217;esempio iniziale, quando visitiamo un sito che contiene delle pubblicità, chi offre quella pubblicità saprà che noi l&#8217;abbiamo vista e se ne abbiamo seguito o meno il collegamento. Sembra una cosa da nulla, ma moltiplicatela per tutte le pubblicità che ci sono in giro. Ne possono sapere più gli insertori pubblicitari dei nostri gusti di noi stessi.</p>
<p>A me basta sapere questo per iniziare ad avere paura.</p>
<p>Ora pensate a cosa potrebbe fare una singola entità se avesse in mano tanti dati, opportunamente organizzati, di tante persone. State pensando anche voi al povero Winston Smith? Iniziate anche voi ad avere paura?</p>
<div class="nota">
<div class="nota-type">Nota</div>
<p>Gli esempi sopra riportati sono solo alcuni dei tanti casi in cui i vostri dati possono andare in mano a sconosciuti, l&#8217;esempio poteva essere ben più lugo. Notate inoltre che in tutti i casi citati i dati non vengono subdolamente sottratti, ma siete voi che li concedete, seppur spesso incosapevolmente, <strike>a cani e porci</strike> ad altri.</div>
<h3>La soluzione</h3>
<p>Essendo molteplici i casi non esiste una soluzione standard, ma tante soluzioni. In effetti non credo si possa nemmeno parlare di vere e proprie <em>soluzioni</em>, ma piuttosto di <em>piccole accortezze</em> da adottare, per diminuire il rischio di essere profilati.</p>
<p>Oltretutto mi sento di consigliarvi di diffidare di chi propone soluzioni definitive ai problemi. In genere la miglior cosa da fare è usare <strike>un minimo</strike> palate di buon senso e informarsi su tutto.</p>
<p>Per ovvi motivi di tempo e di spazio (e soprattutto di conoscenze) non posso darvi tutte le soluzioni in questo articolo. Mi limiterò a proporre un buono strumento per evitare la profilazione data dalle pubblicità.</p>
<h3>FoolDns</h3>
<p>Di filtri pubblicitari su internet se ne trovano diversi. Già la nostra testa ormai filtra automaticamente i contenuti delle pagine web, ma se non bastasse esistono programmi appositi. Ma quanti di questi si preoccupano della nostra <span xml:lang="en">privacy</span>?</p>
<p><a href="http://fooldns.com/" title="FoolDns">FoolDns</a> lo fa. Nato dalla mente paranoica di <a href="http://www.lastknight.com/" title="Last Knight">Matteo Flora</a>, è un servizio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System" title="DNS - Wikipedia"><acronym xml:lang="en" title="Domain Name System">DNS</acronym></a> che non ci fa collegare a circiuti pubblicitari che non sottoscrivano un determinato codice etico. Ovviamente FoolDns stesso si propone di seguire un codice etico nel trattamento dei nostri dati personali e provvederà ad eliminarli presto.</p>
<p>Attualmente il servizio è ancora in fase beta ed è usufruibile su richiesta. Sul sito trovate tutti i dettagli. Io lo uso da mesi senza problemi e&#8230; no, non mi sento più sicuro, ma senza mi sento molto più vulnerabile <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Se vi avanza un po&#8217; di tempo date un&#8217;occhiata anche al sito di Flora (che s&#8217;inserisce nel mio blogroll), se non vi piace avete solo sprecato 5 minuti, ma se v&#8217;interessano gli argomenti trattati non potete non conoscerlo.</p>
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