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	<title>L'ennesimo punto di vista &#187; Standard</title>
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	<description>L'ennesimo punto di vista del mondo: il nostro.</description>
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		<title>Il mio navigatore</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 21:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Standard]]></category>

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		<description><![CDATA[Prologo
Questo è un articolo scritto in quattro e quattro nove, cioè di fretta e senza stare a fare i conti per bene. Non sarà scritto in modo eccellente (come tutti gli articoli a onor del vero) e non sarà neanche curato nei dettagli.
Volevo solo porvi una domanda che mi sorge spontanea quando vado a modificare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Prologo</h3>
<p>Questo è un articolo scritto in quattro e quattro nove, cioè di fretta e senza stare a fare i conti per bene. Non sarà scritto in modo eccellente (come tutti gli articoli a onor del vero) e non sarà neanche curato nei dettagli.</p>
<p>Volevo solo porvi una domanda che mi sorge spontanea quando vado a modificare un foglio di stile per sistemare il rendering su broswer diversi. Questa è una cosa che, quando posso, evito di fare, ma che a volte risulta indispensabile.</p>
<p>Una risposta alla domanda io me la sono data, non ve la dico per non condizionarvi, ora voglio sapere cosa ne pensate voi.</p>
<h3>Le premesse</h3>
<p>Se avete mai provato a costruire una pagina web decente sicuramente vi sarete scontrati contro un problema con cui ogni buon webmaster deve prima o poi deve fare i conti: ogni broswer ha un rendering tutto suo, cioè interpreta il codice della pagina in modo assolutamente arbitrario.</p>
<p>Questo comportamento non è affatto casuale: quando un programma di navigazione diventa abbastanza popolare infatti i webmaster sviluppano le loro pagine seguendo la sua interpretazione. Ovviamente questo preclude agli altri programmi la possibilità di visualizzare bene i vari siti. Le conseguenze sono che il programma che interpreta il codice come vuole viene considerato il migliore e gli altri se ne stanno in un angolino.</p>
<p>Non tutti sanno che esistono degli standard che danno indicazioni abbastanza precise su come dev&#8217;essere scritto il codice della pagina web e come dev&#8217;essere interpretato. Questi standard vengono stabiliti dal <a href="http://www.w3c.it/"><abbr title="World Wide Web Consortium">W3C</abbr></a>. Non so esattamente come sia strutturato il <abbr title="World Wide Web Consortium">W3C</abbr> e non è materia di questo articolo, ma se volete approfondire l&#8217;argomento il sito ufficiale è un buon punto di partenza.</p>
<p>Ora, con l&#8217;evolversi di Internet, si sono evoluti anche i mezzi per creare le pagine web e anche un totale ignorante in materia può farlo. Questo grazie ad editor grafici e servizi on-line. Peccato che questi programmi e/o servizi generino codice che non segue gli standard, riempiendo la rete di siti di difficile interpretazione. Inoltre a volte anche chi sviluppa siti web per professione sembra ignorare standard e leggi. Famoso è il caso di italia.it (il link non lo metto per scelta), commissionato dal governo italiano per 45 milioni di € e sviluppato contro le leggi italiane che impongono un certo livello di accessibilità ai siti di enti pubblici.</p>
<h3>La domanda</h3>
<p>Detto questo, introduciamo una metafora. I broswer sono, come dice la parola stessa, i navigatori, Internet è il mare in cui si muovono e l&#8217;interpretazione delle pagine è l&#8217;interpretazione delle mappe nautiche. Possiamo accettare come buona la metafora? Ok, la domanda non era questa.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_170" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://ennesimo.netsons.org/wp-content/uploads/2008/11/600px-homer_world_map-casvg.png"><img class="size-thumbnail wp-image-170" src="http://ennesimo.netsons.org/wp-content/uploads/2008/11/600px-homer_world_map-casvg-150x150.png" alt="Il mondo di Omero" width="150" height="150" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Ovviamente il mare lo modelliamo noi, scrivendo codice (x)html, css, php et cetera. Questo non è molto realistico ma è così che funziona: siamo gli dei di Internet. Le carte nautiche le fa il <abbr title="World Wide Web Consortium">W3C</abbr>. Come interpretare queste carte lo decidono gli sviluppatori dei broswer.</p>
<p><strong>Ora il mio dubbio è: è il mare che si deve adattare a chi naviga o è chi naviga che deve sapersi muovere nel mare e saper interpretare le mappe?</strong></p>
<hr />Dimenticavo: l&#8217;immagine è di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Homer_world_map-ca.svg">dominio pubblico</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mia libertà di chiamata</title>
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		<comments>http://ennesimo.netsons.org/2007/09/25/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 02:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RikyM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free and Open Source Software]]></category>
		<category><![CDATA[FOSS]]></category>
		<category><![CDATA[P2P]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>
		<category><![CDATA[Standard]]></category>
		<category><![CDATA[VOIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un PC con Kubuntu) WengoPhone, programma del progetto OpenWengo e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) &#8220;&#8230;ma perchè skype nn [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho installato sulla mia linux box (fa tanto figo, ma non è altro che un <abbr title="Personal Computer">PC</abbr> con <a title="Sito ufficiale di Kubuntu" href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=kubuntu">Kubuntu</a>) WengoPhone, programma del progetto <a title="Sito ufficiale di OpenWengo" href="http://www.openwengo.org/">OpenWengo</a> e ho detto ad un mio amico che se avesse messo anche lui un programma simile avremmo potuto parlarci. Lui mi ha risposto (testuali parole) <em>&#8220;&#8230;ma perchè skype nn va + bene?&#8221;</em>. Domanda legittima: già in precedenza avevamo parlato con <a title="sito ufficiale di Skype" href="http://www.skype.com/intl/it/">Skype</a>. Risposta: Skype non è mai andato bene. Perchè? No, non solo perchè tratta male i poveri utenti Linux con versioni menomate delle parenti per Windows e Mac, ma anche e soprattutto per altri motivi.</p>
<p style="text-align:center;"><a title="Uno strumento caro a Moggi..." href="http://ennesimo.files.wordpress.com/2007/09/telefon_nordisk_familjebok.png"><img src="http://ennesimo.files.wordpress.com/2007/09/telefon_nordisk_familjebok.thumbnail.png" alt="Uno strumento caro a Moggi..." /></a></p>
<p>Cercando su google si trova una bella spiegazione di <a title="Il blog di Enrico Rubboli" href="http://blog.rubboli.it/">Enrico Rubboli</a>, che potete trovare <a title="Un buon motivo per non utilizzare Skype" href="http://blog.rubboli.it/index.php/2006/05/19/un-buon-motivo-per-non-utilizzare-skype/">qui</a>, sul perchè non bisogna utilizzare Skype. La spiegazione di Rubboli tuttavia non mi aggradava, non è abbastanza catastrofica, quindi ne ho cercate altre. Sembra che nessun altro che parli italiano si sia posto il problema. Ho continuato a cercare&#8230; insomma per farla breve ho trovato un bell&#8217;articolo in spagnolo tradotto in inglese. Stanotte non riuscivo a dormire quindi mi sono improvvisato traduttore e ho tradotto la versione inglese in italiano per voi.</p>
<p>Il mio inglese non è il massimo: quello che <span style="text-decoration: line-through;">non</span> ho studiato a scuola. Se ci sono errori (su un paio di cose non sono tanto sicuro) avvisatemi pure nei commenti.</p>
<blockquote><p>Questo è un blog sul FOSS quindi non dovrei parlare troppo di programmi proprietari.<br />
L&#8217;unico problema non è tanto che Skype sia proprietario (sebbene lo sia), la vera questione è che usa un protocollo chiuso e proprietario. Ora, cosa significa questo? Significa che gli utenti di Skype possono comunicare solo con&#8230; beh, gli altri utenti Skype.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è la fregatura?</strong><br />
Prova ad applicare questo concetto alle vere compagnie telefoniche, diciamo che tu sei un utente Verizon e vuoi chiamare un amico che è utente di un&#8217;altra compagnia diversa da Verizon, cosa succederebbe? Il tuo amico dovrebbe comprare un telefono speciale da Verizon o diventare un loro utente per poter comunicare con te. Irritante vero?<br />
Nel mondo del software, programmi che usano standard liberi e aperti come SIP possono comunicare con programmi diversi, questo è impossibile con Skype.</p>
<p><strong>Che importa? Scaricare Skype non mi costa niente!</strong><br />
Magari per ora hai ragione ma cosa succederebbe se Skype avesse quasi tutti gli utenti VoIP e tutti i telefoni VoIP fossero compatibili solo con Skype? Skype potrebbe decidere di far pagare troppo per la licenza del proprio hardware e trasformare il programma gratuito che conosciamo oggi in un servizio a pagamento!<br />
Questo viene chiamato Vendor lock-in, è una pratica comune fra i produttori di software. Esso consiste nell&#8217;ingannare gli utenti fornendo un servizio gratuito  per poi far pagare prezzi ingiusti una volta che questo è diventato uno standard perchè è più faticoso abbandonare uno standard di fatto vedi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in">questo articolo di wikipedia</a> sul problema (il Vendor lock-in è quello che fa Microsoft con le sue API e Franhofer con l&#8217;MP3).<br />
Soprattutto lasciare i mezzi di comunicazione nelle mani di un solo ente è anti-democratico specialmente quando questo ente usa un protocollo segreto che può essere controllato solo dall&#8217;ente stesso (una compagnia guidata dal profitto). Sei daccordo col perdere la tua libertà e la tua privacy per un po&#8217; di comodità data da Skype? La tua libertà vale così poco?</p>
<p><strong>Che importa? Semplicemente smetto di usare Skype e inizio ad utilizzare un&#8217;alternativa gratuita!</strong><br />
Guarda cos&#8217;è successo nel mondo dell&#8217;ufficio. OpenOffice e GNU/Linux sono liberi e gratuiti e nessuno sta cambiando o per lo meno il cambiamento è molto lento. Questo perchè? Cambiare tecnologia nelle aziende è costoso specialmente quando avviene nell&#8217;hardware (pensa a tutti quei telefoni compatibili con Skype in cui ha investito il tuo capo&#8230;). Quindi usare Skype ora è come prendere una dipendenza da una brutta droga, sarà duro e faticoso smettere di usarlo anche se il venditore deciderà di imporrti prezzi ingiusti. Usare Skype ora sta mettendo il tuo futuro nelle mani di Ebay Inc e Skype Corp.</p>
<p><strong>Ok sono piuttosto convinto <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Come posso evitare tutto questo?</strong><br />
Semplicemente non usare Skype o smetti di usarlo ORA. Ci sono molte alternative che usano protocolli standard come SIP e AIX. Parla ai tuoi amici delle alternative. Questo è un blog sulle alternative Free e Open Source quindi io ti parlo di <a href="http://www.openwengo.com/index.php?yawl[S]=wengo.public.homePage&amp;yawl[K]=wengo.public.download">questa</a> alternativa.</p>
<p>Spero che quest&#8217;articolo ti aiuterà ad affrontare il passaggio al mondo libero del VoIP <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p><a title="Porque NO debe usar Skype!" href="http://librevoz.blogspot.com/2005/12/porque-no-debe-usar-skype.html">Qui</a> il testo originale in spagnolo e <a title="Why thou shall not use Skype!" href="http://fossvoip.blogspot.com/2005/12/why-thou-shall-not-use-skype.html">qui</a> quello in inglese che ho tradotto io.</p>
<hr />Ora se volete parlarmi non cercatemi su skype. <img src='http://ennesimo.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><abbr title="Post Scriptum" /><abbr title="Post Scriptum" />P.S. <span style="text-decoration: line-through;">L&#8217;autore dell&#8217;articolo originale non ha lasciato nel suo blog un recapito a cui contattarlo, quindi mi sa che verrà a conoscenza di questa traduzione solo se il suo blog supporta il track-back. Non me ne voglia.</span> Ho commentato l&#8217;articolo originale (in un inglese zoppicante) per avvertire l&#8217;autore della traduzione. Qui le cose si fanno per bene&#8230; o quasi.</p>
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